Andrea Pazzagli, un portiere di passaggio

“Non ci si bagna due volte nello stesso fiume” cantava Battiato nel suo brano “Di passaggio”, e la musica in queste righe che seguono, ha un suo perché. Gli ultimi spiccioli dell'estate 1981 collaudano la squadra rossazzurra, impegnata nelle prime timide apparizioni di Coppa Italia, in attesa dello “start” nel…

Novara-Catania: la partita rinviata tre volte

Nella stagione di Serie B 1959/60 accadde un fatto davvero degno di nota, più unico che raro: la partita tra il Novara ed il Catania venne rinviata per ben tre volte a causa dell’impraticabilità del campo e solo al quarto tentativo si riuscì, a fatica, a portare a termine il…

1959-’60: Poveri ma belli. E vincenti

Cosa può fare una società soffocata dai debiti e in regime di commissariamento, con una squadra con gli uomini contati e un allenatore poco più che esordiente? Vincere e stupire, naturalmente. Ecco la storia del Catania 1959-'60, il primo targato Marcoccio-Di Bella. Con l'acqua alla gola e il sogno nella…

1958-’59: salvi a fatica

Sembra non avere fine la crisi finanziaria che attanaglia il club e le soluzioni trovate per tirare avanti non sempre appaiono lungimiranti. Quella che consente l'iscrizione alla Serie B è a dir poco sorprendente: ritorna infatti Arturo Michisanti, già commissario unico nel biennio 1951-1953, nonché oggetto di pesanti accuse di…

1957-’58: mediocrità e confusione

Superato lo shock della sconfitta di Modena, il Catania punta ancora su Agatino Pesce per gestire la sempre incerta situazione economica e su Gipo Poggi per guidare la squadra. La stagione però nasce male con risultati deludenti, prosegue peggio con due crisi tecniche e una squalifica del campo, e finisce…

1956-’57: inseguendo un’illusione

La stagione 1956-'57 passa alla storia come quella della beffa. Una beffa tanto più cocente se si pensa che arriva per mano di una squadra senza più obiettivi, naturalmente negli ultimi minuti dell'ultima partita di campionato. Sfuma così la possibilità del ritorno fra le grandi. Poche novità Il copione è…

1955-’56: ritorno alla realtà

La stagione del mesto ritorno in Serie B del Catania è caratterizzata dal vano inseguimento ad una delle prime due posizioni che rimarginerebbero la ferita della retrocessione a tavolino. Il club rossazzurro riesce a rialzarsi dal punto di vista societario, e anche sul piano tecnico non deve subire il temuto smembramento, ma dopo un avvio di campionato molto positivo il sogno della promozione svanisce. È la stagione di addio di Rizzo e Andreoli e quella del primo derby del Club Calcio con il Palermo. (altro…)

1953-’54: la volta buona

La proverbiale capacità del Catania di cadere in piedi ha radici antiche. Un esempio dello straordinario spirito di reazione è quello del 1953-’54 quando, all’indomani della pesante sconfitta di Firenze con il Legnano, la società si riorganizza a tempo di record, rivede e corregge la rosa a disposizione e si regala una stagione da sogno, in cui l’undici etneo va in fuga nel girone di andata e gestisce il vantaggio nel ritorno, conquistando la prima, storica promozione in A.
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1952-’53: il paradiso può attendere

La stagione 1952-’53 si conclude con il miglior piazzamento della ancora breve storia del Club Calcio Catania ma è, paradossalmente, anche quella più amara. Dopo essersi risvegliata dai sogni estivi propiziati da alcuni acquisti di spessore, ed essersi scontrata contro la realtà dei bassifondi della classifica, la compagine rossazzurra rimonta fino ad agganciare il secondo posto in condominio con il Legnano. Serve dunque uno spareggio per incoronare la seconda squadra promossa, ma per una querelle giudiziaria nata da una contestata vittoria a tavolino dei rossazzurri la gara decisiva viene giocata a distanza di quasi due mesi dalla fine del torneo e riserva al Catania una pesante sconfitta le cui conseguenze rischiano di essere devastanti, e non solo sul piano sportivo. (altro…)

1951-’52: primo assalto a vuoto

Alla terza avventura del Catania in Serie B il commissario Michisanti rilancia le ambizioni rossazzurre con cospicui investimenti che permettono la costruzione di una squadra competitiva. In un campionato quanto mai equilibrato la squadra fatica però ad emergere, e solo dopo una serie di stravolgimenti tecnici riesce a piazzarsi al quarto posto, sia pure senza entrare mai in modo credibile nella lotta per la promozione.
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