Il Catania torna al “Cino e Lillo Del Duca” di Ascoli a distanza di quasi vent’anni dall’ultima sfida ufficiale.
Sono dodici (più uno) i precedenti in casa del Picchio, con i locali che hanno lasciato solo una vittoria agli ospiti rossazzurri.
Ascoli-Catania: gli anni Settanta in Serie B
La prima sfida in casa dei bianconeri di Costantino Rozzi risale al 1° ottobre 1972 in Serie B. Il Catania allenato da Carmelo Di Bella è una squadra buona, ma incompleta. Preoccupa soprattutto l’attacco, che nelle prime sei partite stagionali tra campionato e coppa racimola appena tre marcature. Non va meglio nelle Marche alla 3a giornata, dove un rigore di Colautti e il sigillo di Campanini impongono un duro colpo alle ambizioni etnee.
Il campionato finirà in realtà con un dignitoso quinto posto, proprio alle spalle degli ascolani allenati da Carletto Mazzone.

La stagione successiva è invece caratterizzata dal walzer di allenatori sulla panchina catanese. Ad Ascoli si giunge alla dodicesima giornata, il 16 dicembre 1973, con Mazzetti alla guida dell’undici etneo. Silva nel primo tempo e il solito Campanini a inizio ripresa incanalano la sfida in favore dei locali, inutile la rete nel finale di Malaman.

Passano alcuni anni e ci si ritrova nuovamente in B. C’è il Di Bella-quater sulla panchina etnea, ma non basta: la squadra cola a picco e lo fa anche il 2 gennaio ’76 al “Del Duca”, subendo un sonoro 4-2. Di Villa, Zandoli (doppietta) e Moro le reti dei locali, Mutti e Angelozzi per il Catania, che retrocederà a fine stagione.
La “provinciale terribile”
Ed ecco la prima sfida in Serie A: il 29 aprile 1984 il “Del Duca” ospita un Catania in condizioni disastrose e già retrocesso. Sulla panchina etnea siede Giovan Battista Fabbri, che in questi giorni disperati tra batoste continue e squalifiche del campo dichiara:
«La “Primavera” non offre niente di valido, se facessi giocare qualcuno di loro demoralizzerei ancor di più i titolari».
La squadra è ormai allo sbando. Pronti-via, il brasiliano Juary mette subito in chiaro le cose. Un moto d’orgoglio spinge Cantarutti al pareggio a fine primo tempo, ma è poi Walter Novellino (futuro etneo) a procurare la diciottesima sconfitta in campionato ai rossazzurri. Finisce 2-1.

L’anno dopo, ci si ritrova ad Ascoli in Coppa Italia, anche se formalmente è in casa il Catania: finisce 1-0 con gol di Novellino.
Il Picchio a fine stagione saluta la Serie A, ma è solo un arrivederci: nella cadetteria 1985/86 gli uomini allenati da Vujadin Boškov sono una corazzata e vincono il campionato. Il mediocre Catania di Rambone viene spazzato via in casa bianconera il 29 settembre 1985 con le reti del serbo Aleksandar Trifunović e dall’ascolano doc Beppe Iachini.
Quell’Ascoli l’anno dopo vincerà anche la Mitropa Cup e si guadagnerà presto la nomea di “provinciale terribile”.
Gli anni Duemila: dalla C1 alla A
Facciamo un grande balzo in avanti e ritroviamo le due squadre nei meandri della terza serie.
I neopromossi rossazzurri fanno visita ai bianconeri il 9 aprile 2000, con entrambe le compagini in piena lotta-promozione. Ciccio Passiatore illude l’Elefante di Simonelli, ma poi Enrico Maria Amore ed Eddy Baggio ribaltano il risultato in favore del Picchio.
La stagione successiva, l’8 ottobre 2000, arriva finalmente il primo punticino in terra marchigiana. Zeoli sigla il vantaggio per gli etnei, raggiunti nel finale da Frati.
È però la sfida del 7 aprile 2002 il ricordo forse più indimenticabile per la tifoseria etnea. Quasi 4.000 supporter catanesi invadono la curva nord del “Del Duca” (nella foto di copertina) per spingere la squadra nel match-clou per la promozione: Ascoli primo, Catania secondo a soli tre punti. Ma il team di mister Vierchowood si blocca proprio sul più bello e viene trafitta da Morello, che al 73′ apre agli ascolani le porte della promozione diretta; agli etnei serviranno i play-off con la coppia Graziani-Pellegrino in panchina.
Ci si ritrova quindi in B, ma la musica è la solita: 2-1 il 5 aprile 2003 (reti di La Vista e Cejas su rigore, intervallate dal momentaneo pari del greco Geōrgios Kyriazīs) e 3-1 il 1° maggio 2004 (subito vantaggio etneo con Ernesto Terra, poi la ribaltano i futuri rossazzurri Pià, autore di una doppietta, e Biso). È una delle ultime partite della presidenza Gaucci.
Con l’arrivo di Pulvirenti giunge anche l’unico successo in terra picena, datato 20 febbraio 2005: lo regala Matteo Serafini all’88’ di una partita vibrante, aperta da un’autorete di Paolo Bianco e pareggiata su rigore da Jeda a metà ripresa.
Infine, ci si ritrova in Serie A nel 2006/07. Il 3 dicembre 2006 Ascoli-Catania è il posticipo serale. I rossazzurri sono in splendida forma, ma subiscono un inatteso uno-due dal croato Saša Bjelanović. La squadra di Marino è però brava a recuperare: prima Stovini in mischia e poi Spinesi su gran cross di Miceli regalano il 2-2 finale.

Ascoli-Catania: tutti i precedenti
| 1972/73 | Ascoli-Catania 2-0 | Serie B |
| 1973/74 | Ascoli-Catania 2-1 | Serie B |
| 1976/77 | Ascoli-Catania 4-2 | Serie B |
| 1983/84 | Ascoli-Catania 2-1 | Serie A |
| 1985/86 | Ascoli-Catania 2-0 | Serie B |
| 1999/2000 | Ascoli-Catania 2-1 | Serie C1 |
| 2000/01 | Ascoli-Catania 1-1 | Serie C1 |
| 2001/02 | Ascoli-Catania 1-0 | Serie C1 |
| 2002/03 | Ascoli-Catania 2-1 | Serie B |
| 2003/04 | Ascoli-Catania 3-1 | Serie B |
| 2004/05 | Ascoli-Catania 1-2 | Serie B |
| 2006/07 | Ascoli-Catania 2-2 | Serie A |
Extra:
| 1984/85 | Catania-Ascoli 0-1 *campo invertito | Coppa Italia |
In copertina: il settore ospiti del “Del Duca” il 7 aprile 2002.
