Al momento stai visualizzando La “C.R.A.C.”: il Catania senza allenatore per due mesi

C’è stato un momento, nella storia del Catania, in cui la squadra è stata senza allenatore per due mesi interi: sei partite, con due vittorie, due pareggi e due sconfitte, nel campionato di Serie B 1957/58. Il presidente Agatino Pesce e il suo vice Michele Giuffrida non riescono a trovare un sostituto all’altezza per Gipo Poggi e devono affidare la squadra al capitano Riccardo Carapellese, assistito dal mister delle giovanili Nicolò Nicolosi.

 

IL CONTESTO. Il ligure Poggi aveva sfiorato la promozione nel 1956/57, chiudendo quarto in Serie B. La società rossazzurra però voleva di più: l’obiettivo era tornare in Serie A, scippata a tavolino per il caso dell’arbitro Scaramella. Due vittorie in undici giornate non bastano: «Desolante sfaldamento della squadra rossazzurra» è il sottotitolo del quotidiano “La Sicilia” dopo la sconfitta del Catania a Monza contro il Simmenthal del 24 novembre 1957 che costa il posto a Poggi, che va via senza polemiche e con il sorriso.

Con lui, viene silurato anche Cocò Nicolosi, miglior marcatore della storia del Catania e assistente di Poggi, accusato di poco impegno nella supervisione delle giovanili e di aver guidato l’Idria Francofonte in Promozione senza il nulla osta della dirigenza.

 

UNA COPPIA DI ALI. Ad interim, prende la gestione della squadra “Carappa”, Riccardo Carapellese, già stella di Milan, Torino, Juventus e Genoa. La prolifica ala – quasi cento reti in Serie A e dieci in Nazionale – è scesa di categoria a 35 anni per riportare i rossazzurri nella massima serie e non si aspetta di essere investito di questa responsabilità. «Ci sono dei rischi – spiega a Half, giornalista de “La Sicilia” – ma penso che sia il caso di affrontarli. Il nostro più grave problema resta quello della difesa. La squadra deve giocare con maggior grinta».

Il 29 novembre Carapellese dirige il primo allenamento e la dirigenza si accorge che è necessario avere un allenatore tesserato per giocare in Serie B: tre giorni dopo torna Nicolosi, complice una buona parola di Poggi che smussa le critiche. Il problema però rimane, perché è necessario affidarsi a un mister a tempo pieno e non al capitano e al vice sfiduciato per risalire la china.

 

ASPETTANDO GODOT. Si approfitta della pausa per la Nazionale (che gioca a Belfast contro l’Irlanda del Nord) per cercare la guida tecnica. I primi nomi che sfumano in fretta sono Fioravante Baldi – già alla guida dei rossazzurri nel 1952/53 – e Luigi Bonizzoni, titolato allenatore del Marsala. I ricordi di Baldi non sono eccellenti e troppo oneroso è il contratto di Bonizzoni.

Iniziano così i “colloqui” per trovare un sostituto: però tutti i curriculum ricevuti a Catania vengono ignorati. Tra gli altri, si propongono Adolfo Baloncieri, uno dei più grandi giocatori anni venti, Felice Levratto, bomber del Genoa, e Giovanni Corbjons, già terzino del Catania nel 1931/32. Viene assunto però Carmelo Di Bella, reduce da un’esperienza alla Termitana, per guidare la squadra Ragazzi. In realtà, Michele Giuffrida preferisce testare Carappa.

A Brescia la squadra perde (ma meriterebbe il pareggio), poi in casa fa 2-2 contro il Parma, in una partita dominata dai modesti emiliani. Il dualismo tra Carapellese e Nicolosi è ambiguo: l’ex azzurro non scende in campo e lascia spazio a Patino sull’ala sinistra e a Nicolosi in panchina; poi nel secondo tempo spunta ed è anche in sala stampa. L’“Espresso Sera” è particolarmente aspro con Nicolosi, accusato anche di non avere credito nella società, e vocifera che ci sia Carmelo Di Bella pronto a subentrare: la “C.R.A.C.” (Cooperativa Riunita Allenatori Catania) è orchestrata da una dirigenza che non riesce a decidere.

 

GIRI A VUOTO. József Bánás, condottiero del Catania promosso in B nel 1948/49? Carlo Rigotti, ex Messina e Palermo, sotto contratto con l’Atalanta? Manlio Bacigalupo, ex mister di Genoa e Messina? «Abbiamo tentato questo e quest’altro, cosa possiamo fare di più in queste condizioni non lo sappiamo ancora…» è Half che interpreta il mood dei dirigenti, che in realtà non hanno soldi da investire.

La prestazione impeccabile di Carapellese contro il Cagliari (2-0) dà un altro mese di fiducia alla coppia, ma un punto nelle trasferte a Lecco e Novara impone una svolta. Dopo la vittoria sul Marzotto Valdagno, si trova la quadra: ecco il barese Francesco Capocasale. «Ad un Capocasale, preferiamo senza meno un Nicolosi, un trainer questi che sa il fatto suo, ma che a Catania non riesce a trovare valorizzazione sol perché è “roba nostra”» chiosa Wladimiro Greck sul “Corriere di Sicilia”. Avrà ragione: il campionato si chiuderà con un anonimo 11º posto.

Vignetta allenatori Catania

 

In copertina: Gipo Poggi e Cocò Nicolosi (foto Camilleri/Corriere di Sicilia del 27 novembre 1957).

 

 

Giornalista e insegnante d'inglese, è tra gli autori di "Tutto il Catania minuto per minuto" e varie pubblicazioni di calcio e basket.