Al momento stai visualizzando Aldo Cerantola: dieci giorni di fuoco a Catania

La parentesi di mister William Viali sulla panchina del Catania non è la più breve della storia rossazzurra. Escludendo le gestioni ad interim, il record spetta ad Aldo Cerantola: nove giorni complessivi, di cui appena tre trascorsi tra la firma del contratto e le dimissioni, nella stagione 1995/96.

 

Chi è. Nato a Loria, in provincia di Treviso, il 21 agosto 1950, da calciatore vestiva la maglia numero 6, quella del libero in difesa, ed è stato una bandiera del Palermo e del Varese, con 266 partite in Serie B negli anni settanta-ottanta. Smessi i tacchetti, è passato subito in panchina e ha legato poi il suo nome alla promozione del Licata in cadetteria. Ha appena 38 anni e sembra destinato a una bella carriera da allenatore. Tuttavia, quando il Catania lo contatta dopo l’esonero di Lamberto Leonardi all’inizio della stagione 1995/96, il tecnico viene da annate non esaltanti.

 

L’arrivo. Il Catania è neopromosso in Serie C2, ma la scelta di affidare la panchina a Leonardi è infausta. La squadra viene eliminata subito dalla Coppa Italia dall’Atletico Catania (che milita in C1), vince all’esordio contro la Battipagliese e poi perde malamente a Viterbo. Non sono tanto i risultati, quanto una spaccatura evidente con la squadra e la tifoseria che costano care all’allenatore romano. «La verità è che mi hanno scelto perché sono costato poco: 70 milioni», confessa andandosene. Massimino stesso contatta il sostituto: è indeciso tra Beppe Papadopulo, Mario Russo e Aldo Cerantola. L’ultimo prende l’aereo alle 4 del mattino e il 12 settembre è già in città per dirigere il primo allenamento al Cibalino.

Aldo Cerantola, allenamento con il Catania

 

La contestazione. Il tifo organizzato contesta sin dal primo momento. Il direttore sportivo Franco Mazza ha costruito la squadra, così come nel 1993 e nel 1994, e si smarca: «Non condivido l’ingaggio di Cerantola», dichiara, e il 15 settembre se ne va. «Risorse psicofisiche da recuperare – è la ricetta di Cerantola –, grinta, voglia di lottare e, soprattutto, doti di fondo. A parole è tutto semplice, sul campo no». La prima richiesta a Massimino è avere due centrocampisti e lo 0-11 amichevole contro il Trecastagni è il primo test.

L’esordio a Bisceglie è pessimo: vantaggio di Tiziano D’Isidoro, poi i pugliesi ribaltano il punteggio dopo l’espulsione di Intrieri, vincendo all’89º con il debole pallonetto di Simone. Migliori in campo sono il fantasista Nino Barraco e il difensore Vincenzo Del Vecchio. A guidarli, in panchina, non c’è Cerantola, visto che ancora non ha ufficialmente firmato alcun contratto. Lo fa il 18 settembre, al rientro da Bisceglie, dopo aver chiesto ancora l’ingaggio di un mediano incontrista. Il giorno dopo, ecco il patatrac: in allenamento, dei facinorosi aggrediscono con calci e ceffoni il portiere Di Muro e il centrocampista Intrieri, fortunatamente senza grandi conseguenze fisiche.

Allenamento del Catania guidato da Aldo Cerantola

 

Frustrazione psicologica. «La squadra presenta delle carenze sia dal punto di vista fisico-atletico, sia da quello strutturale, tale che provocano un senso di frustrazione psicologica notevole dei giocatori», commenta Cerantola prima dell’aggressione. «Questa brutta storia ha inferto un duro colpo al morale della squadra già piuttosto depresso e che rischia di andare in briciole con risultati devastanti», afferma il giorno dopo. Mentre firma il nuovo ds Renzo Castagnini, l’allenatore decide di seguire dalla tribuna l’amichevole a Giarre (0-0), mentre in panchina va Andrea Condorelli. A conclusione di una riunione fiume con il presidente Massimino, decide infine di dimettersi. Ha necessità di una rivoluzione nella rosa che è impossibile, malgrado Massimino gli dia carta bianca. «Dieci giorni a Catania? Per me sono stati come un’eternità…», saluta Cerantola.

A questo punto, ad Avezzano va in panchina Franco Indelicato – già allenatore rossazzurro in Eccellenza – e lunedì 25 settembre firma Mario Russo, il nuovo mister che risolleverà le sorti della neopromossa e chiuderà il suo campionato all’ottavo posto.

 

Le foto sono di Gianni D’Agata per “La Sicilia”.

 

 

 

Giornalista e insegnante d'inglese, è tra gli autori di "Tutto il Catania minuto per minuto" e varie pubblicazioni di calcio e basket.