La nascita della maglia rossazzurra risale al 1929 con la fondazione della Società Sportiva Catania.
Questo momento cruciale per la nostra storia viene da un percorso molto tortuoso, avviato ad inizio Novecento.
A differenza di altri centri siciliani (Palermo e Messina su tutti, grazie ai loro rapporti marittimi con gli inglesi), il calcio a Catania faticò a radicarsi in modo organizzato ed omogeneo. Non si creò una compagine unica ma, al contrario, nei primi vent’anni di football etneo si susseguirono tante realtà.
La primissima squadra catanese fu la Pro Patria, nata nel 1908 con maglia rossoverde, colori che riprendevano quelli civici dell’epoca.
Due anni dopo, il ramo calcistico della Pro Patria si scisse, diventando Unione Sportiva Catanese e mutando colori prima in biancoverde e successivamente in biancoazzurro.

La Catanese, capitanata dal barone Gaetano Ventimiglia e di cui successivamente divenne presidente Ruggero Albanese, in realtà non riuscì a mantenere un ruolo da “primatista” nel panorama cittadino. Anzi, in quegli anni altre compagini affiancarono – e saltuariamente superarono – il suo blasone.
Tra le principali realtà, ricordiamo: la Società Sportiva Juventus Catania (ex Sport Club Trinacria), con maglia neroverde/grigioverde; la Società Sportiva Etna; lo Sport Club Fascista, con maglia interamente bianca; lo Sport Club Vigor, con maglia azzurra e pantaloncini neri.
Lo scenario, insomma, era estremamente variegato e… colorato!
Il 27 giugno 1929 fu finalmente fondata la Società Sportiva Catania, squadra “unica” che ha permesso di iscriversi ai campionati nazionali appena riformati dalla Carta di Viareggio.
Lo statuto della nuova società riportava che i colori sarebbero stati “rosso lava dell’Etna e azzurro cielo”, riprendendo quelli del nuovo gonfalone comunale (modificato proprio in quel periodo). Lo stemma era uno scudo rossazzurro sormontato dalla testa di un elefante. La prima maglia fu azzurra con banda rossa, poi nel ‘31 subentrarono le strisce verticali.
Si creò così quell’identità rossazzurra che è parte imprescindibile della nostra tradizione sportiva, continuata con le rifondazioni del 1946 e del 2022.

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Articolo pubblicato su “La Sicilia – Stadio” del 23 novembre 2025
