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Per i colori rossazzurri l’Abruzzo calcistico è stato, nel tempo, teatro di insospettabili black out mentali, tilt tattici e inattese débâcle.

 

Abruzzo, terra ostica ai rossazzurri

Prima di dedicarci esclusivamente alla cronistoria delle tenzoni allo stadio “Adriatico-Cornacchia”, ci si consenta un breve excursus su alcune dolorose tappe in altri stadi abruzzesi: come non ricordare, ad esempio, lo sciagurato San Silvestro 1977 vissuto a Vasto? Sconfitta etnea per 1-0, botte da orbi e due calciatori rossazzurri (Morra e Dal Poggetto) tradotti in stato d’arresto e liberati solo quando il nuovo anno è arrivato da ore.

Passano dieci anni e il Catania è di scena nella dannunziana Francavilla al Mare, al “Campo Valle Anzuca”, struttura nuova di zecca che può contenere l’intera popolazione residente nel comune: 7000 anime. Ovviamente si perde (1-0) e un quotidiano sportivo nazionale scriverà che quella è la più vergognosa sconfitta della storia del Catania.

Possiamo omettere due cappotti in terra aprutina a metà anni ’90? Tre a zero secco al “Fadini” di Giulianova nel 1995; 4-1 al “Comunale” di Teramo nel 1996: in quest’ultima occasione a nulla vale la scritta “Angelo Massimino” a mo’ di sponsor sulle maglie.

Un altro stadio abruzzese dal nome curioso si rivela fatale: è il “Teofilo Patini” di Casteldisangro dove il Catania perde 2-1 a metà dicembre del 2001. Campo e tribune sono ricoperte da uno spesso strato di ghiaccio. A fine gara l’allenatore etneo Amazzalorso (mezzo abruzzese e mezzo argentino) viene licenziato.

Infine, la sconfitta forse più dolorosa perché maturata calcando un impianto che porta il nome di una vecchia gloria catanese: il “Guido Biondi” di Lanciano. Che nel 2015 battezza con un sonante 3-0 l’esordio sulla panchina etnea di Dario Marcolin. Ben arrivato, mister…

 

Tutti a Pescara, adesso

Per diverso tempo il segno “X” sembra prevalere nelle partite giocate in riva all’Adriatico. L’1-1 è il risultato esatto che più si verifica. Ed è anche il risultato dell’esordio assoluto di questo confronto in data 8 febbraio 1976, ultima d’andata in Serie B. Al gol pescarese di Santucci (48°) fa seguito il pari di Corrado Poletto (60°). È l’unica rete rossazzurra in campionato per il mediano.

Il 18 gennaio ’81, penultima d’andata in cadetteria, il Pescara batte 1-0 il club di Massimino. A siglare la vittoria è Giacomo Chinellato (61°), passato poi sull’altra sponda.

Riprendono gli 1-1 a partire dal 18 ottobre ’81, sesta d’andata di B ’81/82. Qui è Cantarutti a sbloccare dopo 6 minuti. Ci pensa il vecchio Nobili a pareggiare su rigore 63 minuti più tardi.

Stesso punteggio nel match del girone estivo di Coppa Italia maggiore ’82/83: il Pescara gioca in C1 ma vende cara la pelle nella quinta e ultima giornata di questo girone. Alla stoccata di Massi (55°) risponde per il Catania Vincenzo Marino sette minuti dopo.

Pari-thrilling il 28 aprile 1985; arbitra Coppetelli di Tivoli il quale al 51° accorda un provvidenziale rigore trasformato da Mastalli. La rete di Ennio annulla il vantaggio biancazzurro di Roselli maturato al 6° del primo tempo.

Poco prima del gelido Natale 1985 l’ultimo 1-1 della serie: arbitra Cornieti di Forlì, il cui cognome finisce nelle grinfie delle battute da “Drive In” dell’umorista Gianfranco D’Angelo in tv. Luvanor apre le danze dopo soli 8 minuti; ma quando i rossazzurri pregustano un ritorno vittorioso a Fontanarossa, ecco materializzarsi il sorriso sornione di Gian Piero Gasperini che al minuto 88 rovina i piani di Rambone e soci.

L’annata successiva frutta un nuovo successo pescarese: si gioca il 2 novembre ’86, arbitra Acri di Novi Ligure. Cielo nero su Pescara, è la commemorazione dei defunti. I padroni di casa passano in vantaggio al 56° con la stellina Rebonato. Ma il gol è viziato da un fallo di Danilo Ronzani. Poco male, al 58° c’è un rigore per il Catania: Borghi si fa incantare da Gatta e l’1-0 tiene fino alla fine.

È solo dopo 8 tentativi che il club siciliano riesce ad espugnare l’Adriatico per 1-2: accade il 30 settembre 2001, 5° turno d’andata di C1. Al gol di Fini (44°), risponde il talentino Fanesi un minuto dopo. Una zampata di Kanyengele al 73° muta il destino di un match indirizzato verso il pari.

Circa 8 mesi più tardi le due squadre si ritrovano per il match d’andata delle semifinali play off, è il 19 maggio 2002. Piove a dirotto, l’acqua ha allagato gli spogliatoi. Ma si gioca. I biancazzurri sembrano alle corde ma resistono. E a 11 minuti dalla fine conquistano l’intera posta con un eurogol di Pasquale Suppa dalla distanza. Una mazzata, rimediata nella gara di ritorno.

 

La cadetteria, dove tornano entrambe, è il luogo più consono per questa disfida Delfino-Elefante. Un gol di Stella al 43° il 23 novembre 2003 dà corpo ad un nuovo en plein pescarese.

Che invece sfuma quasi un anno dopo (21 novembre ’04) quando sulla panchina catanese siede un certo Nedo Sonetti. Il 2-0 fulmineo (Terra al 19° e Job al 22°) dura poco più di un tempo di gara perché prima Thomas Manfredini accorcia (47°), poi Marco Ferrante agguanta il 2-2 già al 69°.

Pescara-Catania 2004-05
Tifosi rossazzurri all’Adriatico nel match del 2004/05 (foto: CalcioCatania.com)

 

Pesantissimo lo 0-1 rossazzurro di sabato 10 dicembre 2005: Pantanelli è squalificato, fra i legni va Polito. Si gioca alle 16:00 davanti a 3225 spettatori. Spinesi è rapace da far paura e la sblocca al 37°. Per la squadra di Sarri non c’è niente da fare per il resto della gara.

L’unico precedente in massima serie porta la data 21 dicembre 2012, penultima d’andata. Serata di pioggia battente a tratti. Il Catania di Maran gioca meglio, fallisce occasioni. Al 36°, con Barrientos, pareggia la rete del vantaggio locale di Celik (23°). Quando sembra tutto finito ecco una punizione del metronomo Togni ormai al 94°. Il tiro a giro, di stampo circense, coglie un cadente Andujar in ritardo: 2-1 pescarese e pianto liberatorio del trainer abruzzese Cristiano Bergodi.

Un altro gol a tempo scaduto decide il Pescara-Catania 1-0 di B ’14/15, giocato domenica 22 febbraio 2015, 27a giornata. Nel convulso finale il catanese Martinho divora un gol assurdo. E viene punito da un bolide di Sansovini che entra in rete ma poi schizza subito fuori. Rete convalidata. In sala stampa animi accaldati: Baroni, tecnico dei Delfini, dice che il Catania deve smetterla di lamentarsi. Calaiò striglia duramente i suoi: «L’errore nostro nel finale? Non si può sbagliare un gol così. I tifosi del Catania chiedono i play off; ma siamo penultimi. Dobbiamo pensare alla salvezza e solo a quella».

 

 

Pescara-Catania: tutti i precedenti

1975/76: Pescara-Catania 1-1 (Serie B)
1976/77: Pescara-Catania 0-0 (Serie B)
1980/81: Pescara-Catania 1-0 (Serie B)
1981/82: Pescara-Catania 1-1 (Serie B)
1982/83: Pescara-Catania 1-1 (Coppa Italia)
1984/85: Pescara-Catania 1-1 (Serie B)
1985/86: Pescara-Catania 1-1 (Serie B)
1986/87: Pescara-Catania 1-0 (Serie B)
2001/02: Pescara-Catania 1-2 (Serie C1)
2001/02: Pescara-Catania 1-0 (Playoff Serie C1)
2003/04: Pescara-Catania 1-0 (Serie B)
2004/05: Pescara-Catania 2-2 (Serie B)
2005/06: Pescara-Catania 0-1 (Serie B)
2012/13: Pescara-Catania 2-1 (Serie A)
2014/15: Pescara-Catania 1-0 (Serie B)

Partite giocate: 15
Vittorie Catania: 2
Pareggi: 7
Vittorie Pescara: 6
Gol Catania: 11
Gol Pescara: 16

 

In copertina: la palla calciata su punizione da Togni si insacca al 95° di Pescara-Catania 2-1 del 21/12/2012 (foto: La Sicilia).

 

 

 

 

Cutelliano di "lungo corso" (7 anni), poi universitario a lettere moderne. Ha fatto radio quotidianamente dal 2005 al 2010 e poi a spicchi negli anni seguenti. Film calcistici del cuore: "L'arbitro" (2013) con Stefano Accorsi e "Il presidente del Borgorosso F.C.".