È una delle formazioni più in forma del torneo di Serie B, il Catanzaro che scende di scena al Cibali il 13 marzo del 1960 per la sfida di ritorno contro i rossazzurri.
Da neopromossa sta dando filo da torcere a tutte le avversarie, è reduce da nove gare utili consecutive (3 vittorie e 6 pareggi) e vuole ancora allungare la striscia positiva.
“Non vogliamo perdere”, è il motto che aleggia nello spogliatoio gestito da Mister Pasinati, il quale elegge la propria squadra “bestia nera” dei rossazzurri, rammentando agli addetti ai lavori la vittoria giallorossa nel match disputato in terra calabra deciso dalla rete di Florio.

Cauto e pensieroso sull’altra sponda, Mister Di Bella volge il suo sguardo all’incontro sapendo di non poter contare sull’acciaccato Macor, e con Prenna e Biagini affaticati durante gli allenamenti dei giorni antecedenti la partita.
Il campo invece svela un Catania battagliero al cospetto della muraglia catanzarese, un manipolo di soldatini giunti in Sicilia con lo scopo di portare a casa un punticino. Composto da Bigagnoli battitore libero, Claut a rompere le trame di gioco avversario e Raise adattato terzino, il catenaccio giallorosso sembra funzionare.

Le vecchie ruggini della partita d’andata tra gli atleti, però, si fanno sentire, manifestandosi in scontri di gioco piuttosto energici; l’apice della tensione si tocca durante l’intervallo, allorché nel sottopassaggio Grani ha un confronto aspro con il bomber calabrese Fanello, il quale, asseriscono i compagni, ha preso degli schiaffi dal centromediano della compagine etnea.
Sul terreno di gioco ci pensa invece l’arbitro Borasio ad evitare che la situazione possa precipitare, mandando anticipatamente negli spogliatoi Ghersetich e Michelotti dopo uno scontro non eccessivamente violento, ma figlio di un conto in sospeso tra i due astanti.
Corre il 17′ della ripresa quando le due contendenti si ritrovano a giocare entrambe in dieci, e poco dopo ci pensa Biagini a sbloccare il match: Ferretti dalla sinistra fa partire un lungo traversone in area che viene smorzato di testa da Buzzin per l’accorrente Alvaro che, con un preciso diagonale degno di un colpo da biliardo, batte il giovane portiere Da Pozzo, ventun’anni, proveniente dall’Inter, che prima della marcatura ha fatto sudare le classiche sette camicie ai padroni di casa. Tripudio dunque sugli spalti del vecchio Cibali per il Catania che torna a vincere dopo più di un mese, si rinsalda ai vertici della classifica, e può guardare con ottimismo al derby di Messina in programma la domenica successiva.

In quei giorni di marzo Kruscev ed Eisenhower discutono a Ginevra la fine della corsa agli armamenti, Tony Dallara spopola in radio con “Romantica”, ma un fatto personale mi preme più raccontare.
In quel di Bronte, Nunzio Capizzi, supportato dai testimoni Carmelo Scarlata e Antonino Cariola, si presenta nella Casa Comunale dinanzi all’Avvocato Vincenzo Castiglione, Sindaco del paese, dichiarando che sua moglie Marianna Pappalardo ha partorito il giorno 15 un bimbo di sesso maschile a cui dà il nome di Salvatore, in onore al maggiore dei suoi fratelli. È festa grande nella borgata di via Fidia, poiché dopo quattordici anni di matrimonio e tre splendide figlie femmine (Giuseppina, Antonella e Giovanna), è arrivato il primo “masculiddu” (il secondo – e ultimo dei figli – sarà Vincenzo nel 1964), per la gioia di papà, mamma e dei parenti tutti. Un maschietto che non è più tra noi, ma continua a vivere nel cuore e nei ricordi di chi scrive.
Ciao Pà.
25ª giornata – 13 marzo 1960
CATANIA-CATANZARO 1-0 (0-0)
CATANIA: Gaspari, Michelotti, Boldi B., Ferretti, Grani, Corti, Compagno, Prenna, Buzzin, Biagini, Morelli.
CATANZARO: Da Pozzo, Bigagnoli, Claut, Frontali, Impinna, Tulissi, Raise, Ariagno, Fanello, Negri, Ghersetich.
ARBITRO: Borasio di Alessandria.
GOL: 20′ st Biagini.
ESPULSI: Michelotti e Ghersetich al 17′ st.
In copertina: Il pallone scagliato in rete da Biagini e inseguito vanamente da Da Pozzo, Sullo sfondo si riconosce Prenna esultante che salta con le braccia levate in alto. Foto di Umana pubblicata su “La Sicilia”.
