Per parlare di Totò Schillaci su una pagina interamente dedicata al calcio rossazzurro, non si può non tornare indietro con la mente al derby d’andata tra Catania e Messina nel torneo di Serie B 1986-’87 disputatosi nel catino del vecchio Cibali.
Oltre alla rivalità corregionale corre una sfida fratricida interna nel senso più vero del termine, poiché i presidenti delle due compagini sono fratelli: da parte rossazzurra Angelo Massimino, dall’altra il fratello Turi, entrambi pulsanti di una incommensurabile passionaccia per il pallone, e ciascuno deciso a non lasciare niente al rivale d’occasione. E se nel clima infuocato di vigilia una battuta un pochino scomoda viene posta a uno dei figli di Salvatore, questi seppur catanese purosangue, non può che rispondere con diplomazia anche per fare piacere a papà.
“Enrico, un rossazzurro che ti piace particolarmente ci sarà…”
“Beh sì, Sorbello… ma noi abbiamo già Schillaci”.
C’è molto di profetico nel parere espresso da Enrico, ma andiamo con ordine.
Quel dì di dicembre 1986, seconda decade per l’esattezza, dopo tanto tempo si rivede un pubblico appassionato sugli spalti dello stadio etneo. Infatti, come recita il tabellino, ai soliti 248 abbonati (tempo di magra al botteghino, figlio di un biennio abbondantemente colmo di risultati deludenti), si aggiungono 17.455 spettatori che bardano l’impianto di Piazza Spedini completamente di rossazzurro. La derbymania travolge come un’onda pure un gruppo di donne catanesi che decidono per l’occasione di esordire col primo gruppo organizzato interamente al femminile, le “Ladies rossazzurre”.

Gli ospiti porgono come biglietto da visita sul piatto della sfida un lusinghiero secondo posto in graduatoria a quota 17 punti alle spalle della Cremonese, avanti di un solo punto, mentre a seguire il Genoa a quota 16.
I padroni di casa, more solito nelle ultime stagioni, arrancano in coda con 10 punti, appena due lunghezze sopra la zona retrocessione.
Il match, che ferma dopo otto giornate l’imbattibilità dei giallorossi, è deciso da un gol “alla Gigi Riva” siglato proprio da Orazio Sorbello, il “nemico” bello e impossibile su menzionato da Enrico Massimino, mentre il pupillo Schillaci incappa nel mastino Nazzareno Canuti (che dispensa con la maglia rossazzurra gli ultimi calci della sua carriera), il quale lo neutralizza letteralmente a tal punto da fargli beccare un cartellino giallo per avergli rifilato uno sgambetto.

Una domenica di festa per Catania, ignara che il campionato riserverà poche di queste soddisfazioni. Al termine della stagione infatti il team allenato prima da Rambone e poi da Pace dà l’addio alla B. Il Messina sfoggia un buon calcio ancora per un biennio sotto l’egida di Scoglio e successivamente Zeman, non riuscendo però a centrare l’agognata promozione in A.
Totò Schillaci, beniamino della tifoseria peloritana, spicca il volo a suon di gol che gli valgono la chiamata in bianconero per l’annata 1989-’90. Il resto è storia che tutti sappiamo; i trofei con la Juve, le notti magiche in cui come un Re Mida della pedata riesce a tramutare in gol anche il pallone più sporco ricevuto dai compagni, il lieve declino nerazzurro e l’epilogo in Giappone, in un’epoca in cui trasferirsi dall’altra parte del mondo per i calciatori a fine carriera non era per niente scontato, a portare una ventata di fantasia nel mondo pallonaro del Sol Levante.
Meno nota invece la vicenda che lo vuole contattato dai nipoti di Angelo Massimino nel gennaio 1998, con l’intento di risollevare le sorti di un Catania abulico che annaspa in C2; il buon Totò però non può che declinare l’offerta a causa anzitutto di un ernia al disco che lo affligge.
Da ieri Totò non è più tra noi, a causa di un male che ha deciso di portarselo via troppo presto. Quel ragazzo, emblema di rivalsa per l’intero popolo siciliano che attraverso il calcio lo ha eletto il suo ambasciatore di riscatto sociale, potrà adesso riabbracciare un altro compagno di quelle notti magiche, quel Gianluca Vialli volato in cielo anch’egli prematuramente.
Catania-Messina 1-0
14 dicembre 1986 – 14ª giornata Serie B
CATANIA: Onorati, Benedetti, De Simone, Polenta, Canuti, Tesser, Pellegrini, Allievi, Borghi (87’ Novellino, 91’ Garzieri), Vullo, Sorbello. All. Rambone.
MESSINA: Paleari, Napoli (25’ Diodicibus, 62’ Lunerti), Mancuso, Petitti, Rossi, Bellopede, Venditelli, Gobbo, Schillaci, Catalano, Mossini. All. Scoglio.
ARBITRO: Paparesta di Bari.
GOL: 20’ Sorbello.
In copertina, Totò Schillaci ed alle sue spalle Nazzareno Canuti nel derby in questione.
