La stagione calcistica che si prepara alle porte vedrà un nuovo allenatore sulla panchina del Catania femminile. Il nuovo nocchiero, incaricato dalla dirigenza alla guida delle atlete rossazzurre nel prossimo torneo di Serie C, è Pierpaolo Alderisi, già forte di esperienze sia nei settori giovanili maschili della Sicula Leonzio e del vecchio Catania, e come responsabile delle varie rappresentative giovanili della regione Sicilia, che subentra al mister uscente Peppe Scuto, il quale passa a gestire il ruolo di responsabile dell’area tecnica del dipartimento femminile, col compito di costruire quel serbatoio di nuove leve che nel futuro possano inserirsi nella rosa di prima squadra.
Tale avvicendamento tecnico crea lo spunto per rispolverare, grazie al supporto dei nostri volumi sul calcio femminile, una carrellata sugli allenatori (senza stilare classifiche di merito), che hanno contribuito alla crescita e lo sviluppo del movimento sul versante etneo.

Luigi Conti
Tra i pionieri del panorama, è il mister voluto da Roberto Lo Schiavo per guidare la sua Parrucchieri Robert. Vince la Coppa Città di Catania nel 1970 (le aziendali battono la Libertas Corso complice la monetina a loro favore, dopo aver chiuso i tempi regolamentari sullo 0-0); ha allenato le biancorosse anche nello sfortunato torneo di Serie A concluso con la retrocessione nello spareggio di Fiumefreddo contro le rivali concittadine dell’Upim (partita nella quale però non siede in panchina).
Antonino Sicilia
Il suo nome è legato alla Upim di Piazza Università che riesce a condurre in Serie A al termine del vittorioso campionato 1971. Nella stagione successiva, coadiuvato dalla vecchia gloria della Roma Alberto Orlando in veste di Direttore Tecnico, porta alla salvezza le calciatrici upimmine nello spareggio contro la Robert. E’ il vice di Carlo Molon nel neonato Catania Femminile (creato dalla fusione di Upim e Robert); la sua esperienza sulla panchina rossazzurra termina nel 1974.

Andrea Mirabella
Dopo gli inizi come vice prima di Conti nella Robert e poi di Sicilia nel Catania Femminile, l’esordio al timone della compagine rossazzurra nel torneo 1975. Vanta nel proprio palmares due promozioni dalla serie C alla B (con la rifondata Nesima nel 1980 e col Gravina nel 1985-’86), mentre ha perso d’un soffio in altrettante occasioni la promozione in A, secondo con la Nesima alle spalle del fortissimo Gusmai Trani nel 1981, e nel 1986-’87, quando il suo Gravina è preceduto in graduatoria dalle due campane Gioventù Sommese e Monteforte Irpino.

Giovanni Prevosti
L’ala del Catania che faceva impazzire i tifosi sugli spalti del vecchio Cibali a cavallo tra fine anni quaranta e primi cinquanta, è il tecnico che ha lasciato l’impronta più profonda in Sicilia. Chiamato da Angelo Cutispoti alla guida della Libertas Nesima, che poi diviene Jolly Componibili, conquista la promozione in Serie A al termine del campionato 1977. L’anno successivo, ricoprendo il ruolo di Dt, con Coci nei panni d’allenatore e l’innesto della fortissima attaccante scozzese Reilly, la squadra da neopromossa riesce a vincere uno storico scudetto da annoverarsi negli annali.
Rosario Coci
Dopo una carriera da calciatore dilettante spesa tra le altre con Massiminiana e Terranova, si affaccia al calcio femminile nel 1977 al servizio della nuova Nesima (rifondata con l’inclusione di alcune ex calciatrici del vecchio sodalizio e del CCF Messina) che dirige al secondo posto nella serie A interregionale (un torneo cuscinetto tra A e B) alle spalle della più quotata Jolly di cui diventa allenatore nel torneo seguente. Fianco a fianco con Prevosti vince lo scudetto 1978, mentre nella competizione successiva la squadra termina terza dietro a Lubiam Lazio e Conegliano, prima di chiudere definitivamente i battenti.

Armando Drago
Certamente da annoverarsi tra i decani del calcio muliebre, mister Drago ha segnato un’epoca per più di vent’anni sulle panchine di squadre femminili. Con un passato da portiere nelle giovanili del Catania negli anni sessanta, Drago assume le redini del Gravina nel 1991-’92 guidando, seppur a fasi alterne, la compagine biancoverde per quasi sei stagioni, centrando delle storiche salvezze in A e una promozione in massima serie nel 1997-’98. Negli anni duemila ha continuato il suo percorso prima con la San Pio X e poi con varie squadre acesi, sempre al servizio di atlete volenterose di avvicinarsi e progredire nel calcio.
Antonino Naso e Luigi Fazio

Dopo aver allenato il Paternò maschile per un biennio nel torneo d’eccellenza, l’attuale Sindaco paternese accetta di passare al femminile e allenare il Gravina. La stagione di Serie A 1998-’99, grazie anche alla collaborazione di uno staff tecnico ben organizzato coi preparatori Tomaselli e Morabito, si conclude con una felice salvezza.

Il secondo, paternese anch’egli, un passato da calciatore della squadra etnea, predica nel Gravina un calcio spregiudicato che trova riscontro nei gol della coppia Marsico-Colasuonno. In contrasto col Presidente Forza si dimette a metà campionato con la squadra in serie positiva che comunque raggiunge la salvezza. Negli anni bui post Serie A, richiamato per ben due volte al capezzale, riesce a salvare la squadra dalle spire della C.

Giuseppe Scuto
Con la scomparsa del Gravina, mattatrice di tutte le cronache sportive dagli anni novanta fino ai primi duemila, il calcio “rosa” intravede un futuro incerto. A dare la spinta giusta al movimento ci pensa Mister Peppe Scuto che, col Camaleonte Gravina pian piano riporta entusiasmo su tutto il territorio. Il successivo ritiro della società non crea panico; Peppe con pochi mezzi, dal 2013 in poi, riesce a mettere su un Catania che fra alti e bassi, fallimenti e rinascite, dà comunque modo a tante ragazze di cimentarsi nel calcio e vestire la maglia rossazzurra. Certi che la sua nuova avventura professionale porterà certamente benefici a tutto l’ambiente, gli porgiamo un sincero in bocca al lupo.
La foto di copertina è riconducibile alla testata PalermoToday. Tutte le altre foto sono prese dai due volumi “Il cielo è rosa sopra il Cibali” e “Calcio femminile Gravina, la stella del sud”.
