È l’estate del 1933. Il Duca di Misterbianco, presidentissimo rossazzurro, orchestra una spettacolosa campagna acquisti su indicazione del mister Géza Kertész. Spicca in particolare l’arrivo di un terzetto di giocatori provenienti dalla Serie A, dove giocano titolari: Micossi, Casanova ed il diamante Ercole Bodini, che i giornali sportivi del periodo incoronano da subito come il più forte giocatore delle categorie nazionali di terza serie.
Bodini arriva in piazza Esposizione trentenne, proveniente da Bari, reduce da 13 campionati consecutivi di massima divisione, i migliori dei quali al Genoa dove, titolare indiscusso, sfiora due volte la vittoria dello scudetto.
Compagno di squadra di autentiche celebrità del calcio internazionale come il “figlio di Dio” De Vecchi, Levratto il famoso centrattacco del motivetto anni trenta – Catto, De Prà, Barbieri e del mitico “filtrador” Guillermo Stabile, bomber assoluto del mondiale 1930. Sono anni in cui ha modo di giocare anche nella prestigiosa Coppa dell’Europa Centrale, principale torneo internazionale per squadre di club.
Considerato una delle migliori mezzali italiane degli Anni ’20, Bodini è bravo anche a costruire il gioco da interno senza dare punti di riferimento agli avversari, da vero regista all’ungherese della fase offensiva, veloce, grande negli assist e nel dribbling, altresì dotato di grandi capacità di tiro che spesso gli consentono di avere score da prima punta.
In rossazzurro è la stella indiscussa della squadra, di cui è capocannoniere con 20 reti, traghettandola finalmente in Serie B.
Resta anche nel campionato cadetto, arretrando lievemente in campo e lanciando a rete le ali Nicolini e Nicolosi, realizzando comunque 8 reti e rientrando poi nella sua Cremona per appendere le scarpe al chiodo. Catania dovrà aspettare un ventennio e l’arrivo di Karl Hansen per avere un calciatore di classe superiore alla sua.

