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Avviso agli “schiavi” della cabala calcistica: c’è da armarsi di tutti gli amuleti in possesso e piazzarli in bella mostra sulle balaustre del “Massimino”: il Messina non vince una partita a Catania da sessantaquattro anni…
Coi pareggi, per fortuna (per fortuna?!) le cose vanno meglio perché i peloritani nel 2003 e nel 2006 hanno ottenuto due “X” in terra etnea e dunque proprio a mani vuote, di recente, non sono tornati.

Scherzi a parte, il derby coi giallorossi si gioca dalla notte dei tempi e si è disputato in tutte le competizioni, dalla A alla D, Coppa Italia maggiore e Coppa Italia di C incluse.

 

Catania-Messina: le origini

La sfida primigenia è datata 9 marzo 1930, ultimo turno del piccolo girone di Seconda Divisione ’29/30 con appena 10 club iscritti. Per l’esattezza, è un Catania-Peloro Messina 5-1 giocato al campo “Dopolavoro Ferroviario” di via Acquicella con elegantissimi spettatori ambosessi accomodati su spartani spalti lignei. Non inganni il risultato: come molti storici sanno, quel primo torneo del neonato Catania è un totale disastro sportivo. Ma ci si congeda benino con quel 5-1 ai cugini dello Stretto: brilla la stella di Piero Blengino autore di una tripletta (le altre reti etnee sono di Piacentini e Caresia).

Per i sodalizi calcistici messinesi degli anni Trenta/Quaranta Catania diventa un vero calvario: quasi tutte sconfitte e alcune di queste sono dei veri e propri “cappotti” come l’8-0 alla Peloro del 16 ottobre 1932 (tripletta di Nicolosi, doppietta di Pogliano; il primo tempo si era chiuso sul 2-0) o il 9-0 sulla Passamonte il 22 novembre 1942 (sei reti di Marco Romano, 2 di Nunzio Scuderi, una di Arturo Presselli).

 

Catania-Messina: il dopoguerra

Le cose cambiano dopo la fine del Secondo Conflitto mondiale con la nascita del Catania 1946, quando i team dello Stretto scendono a piazza Spedini con autorità come accade il 25 maggio 1947 allorché il Giostra Messina capolista passa al Cibali per 0-1 (Scevola al 76°) e si conclude quella domenica il primo storico campionato del neofondato sodalizio etneo.

Il Messina propriamente detto esce imbattuto nel ’47/48 (1-1; 34° Parini per i peloritani e 45° pari di Ardesi) e nel ’48/49 (0-0), stagione nella quale i rossazzurri battono però 2-0 l’Arsenale Messina, altro club cittadino, con le marcature di Ottorino Bossi al 9° e di Nicola Fusco al 30°.

 

Messina “corsaro” negli anni Cinquanta

Le due compagini si ritrovano in serie cadetta negli anni Cinquanta, decennio nel quale si assiste a tre blitz messinesi quasi consecutivi e che lasciano il segno.
Il primo è datato 13 maggio 1951, 36°turno di una B a 21 squadre. Il Catania si dimena in una posizione pericolosa, più vicina alla bassa che alla alta classifica. I giallorossi ne approfittano ed a 19 minuti dal triplice fischio il punteggio è 0-2 (21° Koenig su rigore e 71° Marchetto). Gara nervosissima, l’arbitro Caputo di Napoli solo all’88° accorda ai padroni di casa un penalty che Dandolo Brondi trasforma. Non basta e finisce 1-2.

Il copione si ripete l’anno seguente in data 13 aprile 1952, 29a giornata di 38 totali. Cibali gremito perché sussiste una remota possibilità di aggancio alle posizioni di vertice che condurrebbero come minimo ad uno spareggio-promozione con una formazione di A. Sulla panchina rossazzurra siede tal Rodolfo Brondi, un Carneade assurto a guida tecnica dopo il forfait di Nereo Marini di cui Brondi era il vice. Il Messina si presenta con le casacche bianche su cui campeggia lo scudo crociato cittadino. È un derby stregato: fa gol Colomban per i peloritani al 32°, poi, per la restante ora di gioco, il guardiapali Vellutini sfodera uscite da gatto nel suo completo di lana nera e la Messina del pallone si bea del successo in casa catanese col più classico degli 0-1.

Sono anni di febbrile attesa rossazzurra per la prima Serie A. Un primo assalto deciso lo si ha nella stagione ’52/53, annata nella quale proprio un Catania-Messina 2-1 datato 22 marzo ’53 (la rete decisiva è di Sergio Quoiani al 71°) innesca la mini-rimonta che condurrà al fatale spareggio di Firenze contro il Legnano.

Il 1954 è l’anno giusto, ma i giallorossi peloritani decidono di giocare ai cugini uno scherzo tremendo il 4 aprile ’54, 27a di B: il Catania è largamente capolista a 7 domeniche dal fotofinish. Mister Andreoli decide di far giocare in mediana Biancardi, sin lì schierato solo nella vittoriosa trasferta di Piombino. Il gioco dei messinesi è duro e votato a innervosire gli avversari. Dopo il primo tempo senza reti, la ripresa si apre con due lampi che oscurano il Cibali: al 58° un’autorete di Fusco e due minuti dopo un gol di Maselli portano il Messina sullo 0-2. Solo al minuto 80 Klein accorcia su rigore. Ma la speranza di evitare il ko è estinta al 90° dalla doppietta di Maselli; “uno-a-tre!” urlano per le strade di Messina una volta appresa la notizia. Il post-gara negli spogliatoi è al curaro: Guido Klein sfoga la sua rabbia e becca 7 (sette!) giornate di squalifica. Le paturnie coinvolgono anche Micheloni (per lui 1 giornata di squalifica) mentre la società etnea deve sborsare 150.000 lire di multa. Finis Poloniae? Macché, due settimane dopo etnei corsari a Vicenza e pronti per il salto in A.

 

Inizia il dominio etneo

Il “secondo derby di Sicilia” è storicamente a nette tinte rossazzurre e lo tornano a testimoniare (tra il 1956 e il 1975) le 10 vittorie casalinghe etnee a fronte di due pareggi e un unico successo esterno peloritano.

Emozionante è l’edizione ’58/59 giocata il 3 maggio ’59, a poche domeniche dal gong del campionato cadetto. Rossazzurri con l’acqua alla gola per il concreto rischio retrocessione, arbitra Lo Bello di Siracusa. Il Messina è più tranquillo e si porta in vantaggio con Alicata alla mezzora. Sulla panchina etnea il duo di allenatori Carmelo di Bella/Aimone Lo Prete intravede le pire accese su cui i tifosi vorrebbero arrostire i propri beniamini. A spegnere il tutto ci pensa Guglielmo Toros al 38° segnando l’1-1 ma è solo a due minuti dalla conclusione che Memo Prenna batte Zappetti e regala un 2-1 di pura speranza.

Molto più semplice il 2-0 di pochi mesi dopo – l’1 novembre ’59 – ancora arbitrato da Lo Bello. Già al 3° Alvaro Biagini gonfia la rete peloritana (e a fine torneo saranno ben 9 le marcature del centrocampista) seguito a fine primo tempo da Guido Macòr per un Catania che dopo sette turni è già lanciato verso la A.

Quando sembra più semplice sbarazzarsi dei ragazzi dello Stretto, ecco sbucare la sorpresa il 18 settembre 1960, primo turno di Coppa Italia ’60/61. C’è un Catania neopromosso in A mentre i cugini messinesi sono relegati in B ma, scorrendo le cronache del tempo, scopriamo che i rossazzurri hanno vissuto un’estate 1960 tormentata da problematiche inerenti gli ingaggi dei calciatori e il tesseramento dei rinforzi necessari alla nuova avventura nell’Olimpo del calcio nazionale. Il Messina s’incunea fra le incertezze etnee e subito al quarto d’ora va in vantaggio con Sebastiano Alicata. Con enorme fatica i ragazzi di Di Bella riacciuffano la parità soltanto al 57° con Castellazzi ma a tredici minuti dal triplice fischio Graziano Landoni trafigge Gaspari per l’1-2 finale che qualifica il Messina. Il putiferio che si scatena esige un capro espiatorio che viene identificato in Bastianone Buzzin costretto a lasciare la maglia rossazurra tra lacrime e rimpianti.

Da quel settembre ’60 il Messina non ha mai più ottenuto l’intera posta in palio al Cibali/Massimino.

Frizzanti i due confronti in Serie A negli anni ’60. Memorabile il 2-0 del 3 novembre 1963, frutto di una doppietta di Danova (straordinario il secondo gol, con la difesa peloritana saltata come birilli).

Catania-Messina Serie A 1963
Il secondo gol di Danova in Catania-Messina 2-0 del 3 novembre 1963

 

 

Netto poi il 4-2 del 21 febbraio 1965 con un Catania in vantaggio al 3° con Orlando Rozzoni subito raggiunto dal giallorosso Gioia al 18°. Poi la doppietta devastante di Giancarlo Magi tra 25° e 36°. Todo Calvanese quadruplica al 74° e al Messina resta solo la soddisfazione del secondo gol della bandiera realizzato da Bagatti all’87° a seguito di un tiro dal dischetto assegnato dal solito Concetto Lo Bello, arbitro principe della sfida giallorossazzurra.

Compiendo un salto temporale di dieci anni ci imbattiamo in un doppio successo rossazzurro targato ’74/75 tra campionato (di C) e coppa Italia (di C): il 13 ottobre ’74 un plastico uno-due di Adelchi Malaman tra il 32° e il 52° rimanda a casa con un secco 2-0 l’undici allenato da Franco Scoglio il quale tenta invano una rivincita agli ottavi di Coppa il 19 marzo ’75: 3-0 catanese (33° autorete di Lissi; 50° Angelozzi; 78° Poletto) e pubblico del Cibali che intona il classico “tutti a casa alé…” perché la squadra dell’Etna va avanti nella manifestazione.

 

Tanti anni d’assenza

Il declino del football messinese raggiunge il culmine nel ’77/78 con un non certo esaltante 6° posto in Serie D che però, mercè il glorioso passato biancoscudato, viene tramutato in ammissione alla C2 ’78/79 per scelta discrezionale della Lega Calcio. Le due compagini conquistano insieme nel 1983 due importanti traguardi: la promozione in C1 il Messina, quella in A il Catania.

Per riavere un derby di campionato occorre però attendere il 14 dicembre 1986, 14° turno di Serie B ’86/87. È il derby dei fratelli Massimino (Angelo a Catania, Salvatore a Messina) padri-padroni non solo del calcio isolano ma di gran parte del soccer del profondo Sud dato che tra Calabria e bassa Campania non ci sono squadre calcistiche in cadetteria. La matricola peloritana sta girando meglio ma il vecchio Catania (vecchio in tutti i sensi data l’età media della squadra) sente di più il derby che incredibilmente viene snobbato dai tifosi giallorossi assenti al Cibali. C’è spazio anche per l’ironia: il celebre vignettista-caricaturista Santo Di Grazia alla vigilia del derby raffigura i due fratelli come capi indiani; in un’altra tavola i due presidenti inseguono i rispettivi obiettivi ma la B desiderata da Angelo sembra in bilico.

 

Santo Di Grazia - Fratelli Massimino caricatura
I fratelli Angelo e Turi Massimino raffigurati da Santo Di Grazia

 

Dirige Paparesta di Bari, il prato è in pessime condizioni mentre in Curva Sud gli ultras hanno organizzato una bella coreografia applaudita dal numeroso pubblico che ha reso il cassiere felicissimo dati i 173 milioni di incasso al botteghino. Sul campo il celeberrimo “eolian pressing” del professore Scoglio va in tilt e al 20° Sorbello segna un gran gol. Il vantaggio è esiguo e il taccuino del cronista annota una pioggia di occasioni rossazzurre tutte gettate alle ortiche. Nazzareno Canuti francobolla Totò Schillaci e il derby è vinto 1-0 scatenando l’esultanza plateale di Gennaro Rambone sotto gli spalti.
Su questo derby cominciano a girare gustosi aneddoti: uno di questi vede protagonista proprio Franco Scoglio che, secondo alcuni beneinformati, sarebbe arrivato al Cibali non con la squadra, ma a bordo di una A112 (“tutta scassata” giurano i narratori) parcheggiata alla meglio in qualche traversina nei pressi dello stadio…

Pochi ricordano che, nel 1993, sia il Catania che il Messina subirono l’onta della radiazione ma entrambe “resuscitarono” poche settimane dopo nonostante nelle rispettive città si fossero già insediate due nuove squadre di calcio. Il Catania fu riaccolto con calore mentre l’ACR Messina riuscì solo a strappare la disponibilità del comune di Furci Siculo per disputare le gare interne. Un passo indietro: nella stagione ’92/93 i rossazzurri si aggiudicano le due sfide al Cibali tra campionato e coppa Italia C: 2-0 l’1 novembre ’92 (10° Pelosi, 42° Cipriani) per la nona di campionato in C/1 e 2-1 il 2 dicembre ’92, gara di ritorno del 3° turno di Coppa Italia passato dagli etnei ( 0-1 di Vecchio al 34° poi 1-1 di Orazio Russo al 67° e 2-1 di La Torre all’81°). Sono le ultime gare storiche tra questi due gloriosi sodalizi.

 

I due Messina e la “Liberazione Rossazzurra”

Tra anni Novanta e primi 2000 c’è un vero walzer di sfide con “2 diversi Messina”: prima l’AS in CND e poi l’FC Peloro tra C/2, C/1, B e A. Anni di irripetibili sfottò catanesi condensati in un geniale striscione apparso sugli spalti: “ACR, AS, Peloro… ma cu spa***** siti?!”. Contro l’A.S. Messina si vince un derby pesantissimo il 5 marzo ’95, 25a giornata del C.N.D. girone I: giallorossi in vantaggio con Orlandi al quarto d’ora. Immediato il pareggio di Pasquale Marino poi, al 2° minuto del secondo tempo, Vincenzo Delvecchio fa esplodere un Cibali con presenze paragonabili a quelle dei campi di A. Due a uno etneo, da quel momento il Catania vincerà tutte e 10 le giornate finali conquistando il campionato nell’epico testa a testa col Milazzo.

Il calcio messinese si indirizza però sulla Peloro presieduta dall’ambizioso gioielliere Emanuele Aliotta. Dopo una rapida ascesa dall’Eccellenza, il ribattezzato FC Messina Peloro contende ai rossazzurri il salto in C1 nella stagione 1998/99.
In primis, il team dello Stretto elimina i cugini orientali dalla Coppa Italia C ai quarti di finale: 0-0 a piazza Spedini all’andata e stesso punteggio al Celeste dove la lotteria dei rigori premia i biancoscudati.
In campionato l’epilogo è da fiaba per i colori rossazzurri: il 25 aprile ’99, davanti a 30.000 spettatori, al 92° un dribbling con cross dalla sinistra di Cicchetti fa viaggiare la sfera a centro area dove Roberto Manca, di testa, trafigge sotto la Curva Sud Emanuele Manitta, portiere randazzese del Messina. È l’apoteosi, la Liberazione Rossazzurra verso il virtuale ritorno in C1 dopo 6 anni di Purgatorio.

Catania-Messina 1999
La vittoria del 25 aprile 1999 celebrata sui giornali il giorno dopo

 

A questo punto la realtà si fonde con una leggenda secondo la quale la tifoseria messinese, adirata per l’ennesima sconfitta contro gli odiatissimi etnei, abbia ordito un maleficio che avrebbe dovuto fruttare 7 anni di sventure al Calcio Catania a partire proprio dal 1999.
Fesserie? “Non è vero ma ci credo…” si direbbe dalle parti di Napoli.
Vediamo un po’: campionato di C1 2000/01, domenica primo ottobre 2000. Il Catania riceve il Messina neopromosso. Quello che poteva essere un derby equilibrato si trasforma in una tragica passerella per i giallorossi: dopo 5 minuti 1-0 catanese con Valeriano Recchi. Al 24° il libico Jehad Muntasser fa 2-0. La gara è già chiusa lì ma un indiavolato Elefante carica a testa bassa: 73° Umberto Marino affonda la bagnarola peloritana che all’87° subisce l’onta di un perfetto calcio di punizione di Marco Capparella. 4-0. In riva allo Stretto la prendono malissimo umiliando e insultando i giocatori. Ne fa le spese Paolo Beruatto, l’allenatore, cacciato in tronco dopo 5 gare.

Gol di Marino in Catania-Messina 4-0
1º ottobre 2000: il gol di Marino in Catania-Messina 4-0 [archivio TCMPM]

Caso vuole che Catania e Messina si rincontrino per la finalissima play-off promozione. La gara d’andata è al Massimino, il 10 giugno 2001. Tutto sembra andare bene, al 42° Alessandro Ambrosi porta in vantaggio i rossazzurri su rigore. Ma al minuto 83 la sorte gira: Muntasser perde palla a metà campo permettendo a Ciccio Marra di andare a pescare il beffardo 1-1. Un’ipoteca sulla promozione in B dei giallorossi, promozione sbattuta in faccia ai cugini catanesi dopo anni di umiliazioni.

E il sortilegio prosegue: un altro 1-1, stavolta in B, datato 23 febbraio 2003. Un Catania bisognoso di punti casalinghi a causa di un’umiliante rendimento esterno incappa in una giornata no. Al 70° una prodezza dell’ex Sergio Campolo gela il “Massimino” e porta il Messina sullo 0-1. Cinque minuti dopo lo stadio non gioisce più di tanto per il pareggio conseguito su un’autorete di Giacobbo. L’odio tra le due città è ormai feroce, tanto che verso la fine della stagione un pareggio al “Celeste” tra Messina e Napoli sembra scaturire apposta per spedire in C gli etnei.

Un altro brindisi rossazzurro contro i giallorossi si rivela effimero. Parliamo della vittoria per 1-0 conseguita sabato 27 settembre 2003, appena alla sesta di campionato. Il gol è del gigantesco danese Marc Nygaard al 31° su lancio “goniometrato” di Vito Grieco. Una serata di bagordi: il Catania di Colantuono riammesso in B e “costruito” in pochi giorni da Guido Angelozzi si ritrova in vetta solitaria con 13 punti e tutta Italia ad applaudire. Come accaduto 3 anni prima, a Messina l’han presa male. L’allenatore Enzo Patanìa (reso famoso da un grande campionato a Martina Franca) viene licenziato e sostituito con Bortolo Mutti. Un evento tristissimo segna quella notte: la prematura scomparsa di Piero Dupplicato, giornalista Rai e addetto stampa etneo. Sempre quel sabato 27 settembre 2003, un misterioso black out elettrico spegne fino all’alba tutte le città italiane. Come poi sia andata l’annata ’03/04 lo sappiamo tutti: Palermo e Messina promossi in A e catanesi a bocca asciutta.

Incantesimo che prosegue perché l’annata ’04/05, con ormai il duo Pulvirenti-Lo Monaco a Catania, frutta appena un 12° posto in B ai rossazzurri mentre il Messina della famiglia Franza in Serie A fa il tutto esaurito al “San Filippo”, batte le grandi e si classifica 7°. Sono i tristi anni in cui un noto giornalista aretuseo conia il detto che la pianta preferita dai catanesi è il “rododendro” (pensando alle fortune dei coregionari in A).

 

Il ritorno del derby in Serie A

Scherzi a parte, il derby del ritorno in Serie A del Catania è spettacolare: sabato 23 settembre 2006, arbitra Farina di Novi Ligure. Il Messina allenato da Bruno Giordano chiude la prima frazione in vantaggio grazie al gol di Floccari (32°). Nel secondo tempo i ragazzi di Marino si scatenano: al 58° prodezza di Mascara che si toglie la maglia e viene espulso. Sebbene in inferiorità numerica, i rossazzurri la ribaltano al 61° con una gran punizione di Spinesi, 2-1. Il Messina però ha in serbo l’ultima freccia del suo settennato di malocchio ai cugini: al 64° Cordova beffa Pantanelli e fa 2-2. Che non cambierà più nemmeno dopo il rosso al peloritano Iuliano (69°). La partita lascia però uno sgradevole “regalo”: un poliziotto viene aggredito in Curva Nord e alla società vengono comminate 2 giornate a porte chiuse lontano da Catania.

 

Storia recente in terza serie

Il resto è storia recente di Lega Pro dove tra l’altro torna la denominazione ACR Messina. Catania vincente 2-1 il 24 marzo 2016 (risolutivo il gol di Russotto all’80° dopo l’1-0 di Calil su rigore al 38° e il pari messinese con Di Mauro al 64°).

A suo modo storico il 3-1 della stagione successiva, il 9 ottobre 2016; storico per la tripletta di Andrea Di Grazia (12°, 40° e 80° inframezzata al 45° dal momentaneo 2-1 di Pozzebon) la cui seconda marcatura ricorda il bellissimo gol di Mascara contro il Mantova nel 2006. Un bel derby da ambo le parti con il Catania di Rigoli però ultimo in classifica con 4 punti (effetto della forte penalizzazione di -7).

Andrea Di Grazia tripletta Messina
L’esultanza di Andrea Di Grazia, autore della tripletta in Catania-Messina 3-1 del 9 ottobre 2016 [foto CalcioCatania.com]

Il derby non si è disputato nel 2022 a causa della cancellazione del Catania.

Infine la vittoria etnea per 2-1 in Coppa Italia C ’23/24 disputata il 4 ottobre ’23: grazie alle reti di Bocic (54°) e Sarao (59°) il team allenato da Tabbiani passa il primo turno (ininfluente il gol del messinese Ortisi al 90°) dando avvio alla magica cavalcata verso la conquista del trofeo.

 

 

Catania-Messina: tutti i precedenti

1929/30: Catania-Peloro Messina 5-1 (Seconda Divisione)
1930/31: Catania-Messina 2-1 (Prima Divisione)
1931/32: Catania-Peloro Messina 2-0 (Prima Divisione)
1931/32: Catania-Messina 4-1 (Prima Divisione)
1932/33: Catania-Peloro Messina 8-0 (Prima Divisione)
1933/34: Catania-Peloro Messina 4-0 (Prima Divisione; annullata per il ritiro della Peloro)
1934/35: Catania-Messina 3-2 (Serie B)
1935/36: Catania-Messina 1-0 (Serie B)
1936/37: Catania-Messina 2-1 (Serie B)
1936/37: Catania-Messina 2-1 (spareggi salvezza Serie B)
1938/39: Catania-Messina 1-1 (Serie C)
1942/43: Catania-Passamonte Messina 9-0 (Serie C)
1946/47: Catania-Messina 1-1 (Serie C Sud)
1946/47: Catania-Giostra 2-0* (Coppa L.I.S.; a tavolino per forfait)
1946/47: Catania-Giostra Messina 0-1 (Serie C Sud)
1947/48: Catania-Messina 1-1 (Serie C)
1947/48: Catania-Arsenale Messina 2-1 (Serie C)
1948/49: Catania-Messina 0-0 (Serie C)
1948/49: Catania-Arsenale Messina 2-0 (Serie C)
1950/51: Catania-Messina 1-2 (Serie B)
1951/52: Catania-Messina 0-1 (Serie B)
1952/53: Catania-Messina 2-1 (Serie B)
1953/54: Catania-Messina 1-3 (Serie B)
1955/56: Catania-Messina 2-0 (Serie B)
1956/57: Catania-Messina 1-0 (Serie B)
1957/58: Catania-Messina 1-0 (Serie B)
1958/59: Catania-Messina 2-1 (Serie B)
1959/60: Catania-Messina 2-0 (Serie B)
1960/61: Catania-Messina 1-2 (Coppa Italia)
1961/62: Catania-Messina 1-0 (Coppa Italia)
1963/64: Catania-Messina 2-0 (Serie A)
1964/65: Catania-Messina 4-2 (Serie A)
1966/67: Catania-Messina 1-1 (Serie B)
1967/68: Catania-Messina 0-0 (Serie B)
1974/75: Catania-Messina 2-0 (Serie C)
1974/75: Catania-Messina 3-0 (Coppa Italia Serie C)
1977/78: Catania-Messina 0-0 (Coppa Italia Serie C)
1979/80: Catania-Messina 2-0 (Coppa Italia Serie C)
1986/87: Catania-Messina 1-0 (Serie B)
1992/93: Catania-Messina 2-0 (Serie C/1)
1992/93: Catania-Messina 2-1 (Coppa Italia Serie C)
1994/95: Catania-Messina 2-1 (CND)
1998/99: Catania-Messina 0-0 (Coppa Italia Serie C)
1998/99: Catania-Messina 1-0 (C/2)
2000/01: Catania-Messina 4-0 (Serie C/1)
2000/01: Catania-Messina 1-1 (play off C/1)
2002/03: Catania-Messina 1-1 (Serie B)
2003/04: Catania-Messina 1-0 (Serie B)
2006/07: Catania-Messina 2-2 (Serie A)
2015/16: Catania-Messina 2-1 (Lega Pro)
2016/17: Catania-Messina 3-1 (Lega Pro)
2021/22: Non disputata per cancellazione del Catania
2023/24: Catania-Messina 2-1 (Coppa Italia Serie C)

Altre squadre catanesi:
1943/45: Catanese-Arsenalotti Messina 1-1 (Campionato siciliano)
1945/46: Catanese Elefante-Gazzi Messina 0-1 (Serie C Centro-Sud)
1945/46: Catanese Elefante-Arsenale Messina 0-3 (Serie C Centro-Sud)
1945/46: Virtus Catania-Gazzi Messina 1-0 (Serie C Centro-Sud)
1945/46: Virtus Catania-Arsenale Messina 0-0 (Serie C Centro-Sud)

 

 

Cutelliano di "lungo corso" (7 anni), poi universitario a lettere moderne. Ha fatto radio quotidianamente dal 2005 al 2010 e poi a spicchi negli anni seguenti. Film calcistici del cuore: "L'arbitro" (2013) con Stefano Accorsi e "Il presidente del Borgorosso F.C.".