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Se resiste l’istituto dei “debiti scongiuri”, be’, amici che tenete ai colori rossazzurri, occorre ricorrervi perché alla vigilia della finale di ritorno di Coppa Italia C ’23/24 il bilancio dei precedenti a Catania è fin troppo a noi favorevole per non temere che l’incantesimo sia prossimo a rompersi: il Padova in trasferta alle falde dell’Etna vanta tre pareggi e un’unica vittoria ottenuta nel lontanissimo 1940; ma il dato forse più inatteso è quello relativo alle segnature biancoscudate a piazza Spedini: soltanto 4, spalmate in qualcosa come 990 minuti di gioco (11 partite).

 

Primo match, unico successo patavino

Come detto sopra, il primo Catania-Padova della storia si gioca in Serie B ed è datato 14 gennaio 1940: 0-1 per i veneti, la marcatura scaturisce da un tiro dal dischetto trasformato da Cappello alla mezzora del primo tempo. Un’annata, la ’39/40, tutta da dimenticare.

 

Tra Serie B e Serie A

Da quel momento la musica cambia: 3-0 rossazzurro l’11 gennaio ’53, penultima giornata d’andata del torneo cadetto. Catania in un momento di risalita, ma il Padova resiste 54 minuti allorquando Quoiani sblocca il match. Al 62° il raddoppio del bomber Bruno Micheloni, ansioso di scartare il regalo del suo 28° compleanno da celebrare appena due giorni dopo. Terzo sigillo all’86° con Silvano Toncelli.

I biancoscudati scendono di nuovo a Catania il 16 maggio 1954. La B ’53/54 volge al termine, i rossazzurri inseguono la prima promozione in A ma sembrano essersi squagliati al sole di un’incipiente primavera. L’Elefante è in testa solitario ma troppi passi falsi stanno tenendo in vita le contendenti. Il Padova, invece, è immerso nella lotta salvezza. Ne nasce un testa-coda soffertissimo, al 4° del secondo tempo il Cibali esplode: l’arbitro Scaramella accorda un rigore che il goleador Michele Manenti scaraventa in rete, 1-0. Gol della svolta? Il vantaggio dura appena 11 minuti, al 60° il Padova agguanta l’1-1 definitivo con  II. Fortuna che ai rossazzurri basterà lo 0-0 di Como per far scattare la festa-promozione.

Ci sono anche due confronti in massima serie. Il primo è datato 15 gennaio 1961, 15a giornata Serie A ’60/61: per il Catania neopromosso sta per concludersi un girone d’andata da favola che lo vede addirittura tra le inseguitrici della capolista Inter. In ballo c’è l’impensabile titolo di campione d’inverno e i rossazzurri, spensierati, si mettono in gioco battendo i patavini 2-0 grazie a due marcature di Memo Prenna a segno già al 1° di gioco e poi a dieci minuti dalla fine stavolta su calcio di rigore assegnato dall’arbitro Roversi di Bologna.

Termina invece ad occhiali il confronto del 18 febbraio ’62, 26° turno, arbitra Campanati di Milano. Gli etnei, appena sette giorni prima, hanno umiliato la Juve al Cibali (2-0) ma il trainer Di Bella dice a chiare lettere che ben più pesanti, in ottica salvezza, sarebbero i due punti contro il Padova. Che non arrivano, anche se la spartizione della posta danneggia più i biancoscudati.

A dirla tutta, Catania e Padova (pur distanti geograficamente) sono da sempre accomunate per vicende calcistiche che includano: occasioni balordamente sprecate, lunghissimi cicli negativi, promozioni sfumate a pochi metri dal traguardo, retrocessioni inattese. Per cui, non è così strano se il 13 novembre 1966 segni l’ultima volta che i biancoscudati hanno lasciato imbattuti il Cibali: quel giorno si scende in campo per la decima d’andata di B ’66/67, arbitra Genel di Trieste, i veneti passano subito in vantaggio al primo minuto con Albertino Bigon raggiunti al 37° da Vaiani, 1-1.

 

Striscia di successi rossazzurri

Da quel momento, Catania diventa per Padova ciò che col tempo Nocera Inferiore o Lodigiani diventeranno per i colori rossazzurri: bestie nere calcisticamente parlando.

Solo successi catanesi, come l’1-0 in B il 3 dicembre ’67 (Volpato al 33°); 2-0 provvidenziale in chiave salvezza il 18 maggio ’69 (Cavazzoni 65°, Vaiani 83°) coi veneti retrocessi in C a fine anno. Nella storia anche partite di Coppa Italia maggiore come il 2-1 del primo settembre ’82 (rimonta etnea dopo lo 0-1 di Pezzato all’11° con Cantarutti al 54° e Crialesi al 63°; ne abbiamo parlato nel pezzo sulla Coppa Italia).

 

Gli ultimi due precedenti

Meritano una narrazione più dedicata gli ultimi due precedenti in ordine cronologico, partiamo dal penultimo riferentesi al campionato di B ’84/85. Domenica 10 marzo ’85, 24° turno, giornata nuvolosa, arbitra Giorgio Baldi di Roma. Il Cibali mormora: il 4-1 patito a Varese sette giorni prima pesa. Il pubblico indirizza l’affetto su Gianni Di Marzio, da alcune settimane tecnico del Padova. L’allenatore napoletano, con addosso un trench stile Peter Falk, ricambia gli applausi della gente e abbraccia il collega Mimmo Renna che invece sfoggia un giubbino blu-celeste in dotazione col materiale tecnico della società. Il Catania sta messo meglio in classifica e al 55° sblocca la contesa con Pedrinho (inzuccata di testa in tuffo sotto porta, davvero un gran bel goal). Dopo pochi minuti si scatena un acquazzone primaverile che trasforma il Cibali in una risaia.
Sul terreno si formano delle vastissime pozzanghere su cui si riflettono i raggi di luce filtranti dalle nubi (i riflettori verrano edificati solo 6 anni più tardi) creando un effetto a dir poco straniante. Sospensione della gara? L’arbitro capitolino fa proseguire nonostante l’insistente pioggia. Di Marzio spedisce in campo Loris Pradella per rinforzare l’attacco padovano; si gioca solo nella metà campo rossazzurra. Con la forza della disperazione ogni pallone viene scaraventato dalle parti di Marigo: Sorbello centra in pieno un palo. Poi ecco Pradella: il talentuoso centravanti di Sacile calcia in porta ed esulta, Marigo è battuto ma la sfera si ferma beffardamente a pochi millimetri dalla linea di porta, impantanatasi in una pozza di fango. L’1-0 tiene e il Catania con i due punti sale a 27, a sole 4 lunghezze dalla zona-A. Il Padova schiuma rabbia e ancora oggi i fans biancoscudati attribuiscono a quel pomeriggio la causa di gravi sventure successive.

Infine, un’altra partita di Coppa Italia valida come quarto turno eliminatorio edizione ’08/09: il 17 settembre 2008, in notturna, al Massimino scende il Padova della presidenza Cestaro, militante in Terza Serie, ovvero la Lega Pro. Dato che i ragazzi di Zenga hanno i galloni della Serie A, non c’è storia: 4-0. Sblocca al 24° il rumeno Nicolae Dică (una meteora; sarà la sua unica traccia in rossazzurro), raddoppia Morimoto al 30°. Il nipponico siglerà una doppietta all’89°, senza dimenticare il 3-0 di Rocco Sàbato al 62°. Per Takayuki sarà questa la sua migliore stagione (9 reti totali; 7 in campionato) mentre sul fronte Padova viene posto in vetrina il giovanissimo mediano Pietro Bàccolo, classe ’90, che gioca tutti i 90 minuti dimostrando doti di spiccata personalità.

 

Catania-Padova: tutti i precedenti

1939/40: Catania-Padova 0-1 (Serie B)
1952/53: Catania-Padova 3-0 (Serie B)
1953/54: Catania-Padova 1-1 (Serie B)
1960/61: Catania-Padova 2-0 (Serie A)
1961/62: Catania-Padova 0-0 (Serie A)
1966/67: Catania-Padova 1-1 (Serie B)
1967/68: Catania-Padova 1-0 (Serie B)
1968/69: Catania-Padova 2-0 (Serie B)
1982/83: Catania-Padova 2-1 (Coppa Italia)
1984/85: Catania-Padova 1-0 (Serie B)
2008/09: Catania-Padova 4-0 (Coppa Italia)

 

In copertina: un’immagine dell’ultima sfida in Coppa Italia, con Morimoto autore di una doppietta (foto: CalcioCatania.com).

 

 

 

Cutelliano di "lungo corso" (7 anni), poi universitario a lettere moderne. Ha fatto radio quotidianamente dal 2005 al 2010 e poi a spicchi negli anni seguenti. Film calcistici del cuore: "L'arbitro" (2013) con Stefano Accorsi e "Il presidente del Borgorosso F.C.".