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Da ben 40 anni il Catania non si reca in Veneto per affrontare il Padova in gare ufficiali. Nel 1984, peraltro, il match si giocò nel vecchio “Silvio Appiani”. In definitiva, le luci dell’Euganeo illumineranno per la prima volta le casacche rossazzurre.

Scorrendo le statistiche, il Veneto biancoscudato è stato parecchio amaro per i colori etnei: in 9 partite un unico successo sul campo e 2 pareggi, ma va anche conteggiato uno 0-2 a tavolino.

Nel 1934/35 i due sodalizi militano in serie cadetta ma in due gironi diversi, per cui non si incontrano. Cosa che accade per la prima volta cinque anni dopo, il 2 giugno 1940, 2-0 patavino con reti di Bedosti (26°) e Pavan (52°) con il Catania condannato da settimane al mesto ritorno in C.

Tredici anni più tardi accade il “fattaccio”: domenica 24 maggio ’53 (data molto più che evocativa) si celebra il penultimo turno di B ’52/53, il Catania allenato da Fioravante Baldi si sta giocando la promozione in A (sarebbe la prima) con il Legnano e ha bisogno dei due punti a Padova che invece è invischiato nella lotta per non retrocedere. L’Appiani è ricolmo di tifosi locali molto inquieti, difatti dopo 20 minuti il rossazzurro Bearzot viene colpito da un oggetto scagliato dagli spalti. Il futuro c.t. resta in campo, ok, ma il clima continua ad infiammarsi anche perché il risultato ad occhiali non si schioda. Quando al 75° l’arbitro Liverani di Torino annulla una rete biancoscudata, si scatena il finimondo in campo e sugli spalti tanto che il guardalinee Zecca non può più proseguire e viene sostituito dal patavino Ventura non prima di 8 minuti di sospensione della contesa. Quando si rientra in campo il Padova segna con Zanon e formalmente vince 1-0. Il reclamo della società rossazzurra viene accolto senza problemi e dunque l’1-0 è convertito in 0-2 a tavolino. Anche se il sogno-A verrà poi spezzato nel famoso spareggio di Firenze del 28 luglio ’53.

Prezioso si rivela, la stagione successiva, l’1-1 datato 3 gennaio 1954 sempre in Serie B: già al 2′ di gioco Francesco Bassetti porta l’Elefante in precoce vantaggio, annullato da un penalty trasformato dal veneto Novello al 64°.

I migliori anni calcistici del Padova quasi coincidono con i miracoli rossazzurri degli anni Sessanta; entrambi i club vivono quel periodo nel culto del loro allenatore: Nereo Rocco in Veneto e Carmelo Di Bella in Sicilia. I biancoscudati ottengono anche un clamoroso 3° posto in massima serie nel 1958. Tempi mai più ripetuti dalle parti del brumoso Brenta. Il 21 maggio 1961 Padova e Catania si affrontano per la prima volta in Serie A, vincono i ragazzi del Paròn 2-1 (11° Tortul, 53° pareggio catanese con Amilcare Ferretti e gol-vittoria di Milani all’85°).

Nel 1962 il sodalizio patavino abbandona la Serie A che ritroverà dopo più di un trentennio molto opaco sportivamente parlando. L’8 ottobre ’61 però il Padova non fa sconti al Catania rifilando un convinto 3-1 (il rossazzurro Benaglia segna all’80° quando la gara è già sul 2-0).

Il destino vuole che l’unico successo rossazzurro “sul campo” in casa biancoscudata non si disputi nemmeno in Veneto: lo 0-1 del 16 aprile ’67 (52° autorete di Cervato) ha come teatro nientemeno che il “Benelli” di Ravenna. In compenso la neonata A.C. Padova mostra già all’epoca una certa predilezione per la Coppa Italia dato che il 14 giugno 1967 disputa contro il Milan la finalissima al vecchio Olimpico di Roma. Solo una marcatura di Amarildo ad inizio ripresa nega ai patavini un trofeo accarezzato intensamente pur militando in serie cadetta.

L’ultimo confronto coincide con la 5a di campionato ’84/85, sempre in Serie B, domenica 14 ottobre ’84. Il Catania di Mimmo Renna ha all’attivo 4 pareggi di fila nelle prime 4 partite. Il Padova è allenato da Gennaro Rambone e schiera in attacco un certo Orazio Sorbello. Forniti questi indizi, il lettore più smaliziato avrà già intuito come può essersi conclusa la tenzone in un bollente Appiani dove sugli spalti tambureggiano senza sosta i ragazzi dell’Hell’s Angels Ghetto, principale gruppo ultras patavino. Vantaggio locale con Da Re al 39°, pari rossazzurro con Mastalli su rigore concesso dal signor Tubertini di Bologna al 57°. Vince il Padova 2-1 e chi segna?! Sorbello al minuto 80. Legge non scritta del tifoso catanese: “Ogni ex-Catania ti farà gol, sempre e comunque; ogni calciatore nato a Catania o in provincia o in qualunque angolo sperduto della Sicilia, se può, ti farà sempre gol”.

 

Padova-Catania: tutti i precedenti

1939/40: Padova-Catania 2-0 (Serie B)
1952/53: Padova-Catania 0-2* a tavolino (Serie B)
1953/54: Padova-Catania 1-1 (Serie B)
1960/61: Padova-Catania 2-1 (Serie A)
1961/62: Padova-Catania 3-1 (Serie A)
1966/67: Padova-Catania 0-1 (Serie B, a Ravenna)
1967/68: Padova-Catania 1-0 (Serie B)
1968/69: Padova-Catania 0-0 (Serie B)
1984/85: Padova-Catania 2-1 (Serie B)

In copertina: la partita del 24 maggio 1953 (tratta dal libro “Tutto il Catania minuto per minuto”).

 

 

 

Cutelliano di "lungo corso" (7 anni), poi universitario a lettere moderne. Ha fatto radio quotidianamente dal 2005 al 2010 e poi a spicchi negli anni seguenti. Film calcistici del cuore: "L'arbitro" (2013) con Stefano Accorsi e "Il presidente del Borgorosso F.C.".