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Un dato salta subito all’occhio: sino ad oggi (vigilia del match di ritorno in Coppa Italia C ’23/24) il Rimini a Catania non ha mai perso. Non ha nemmeno mai vinto, questo è vero, ma qualche volta c’è pure andato vicino.

Il precedente più anziano porta la data del 10 ottobre 1976, terza di campionato cadetto. Zero a zero finale, il terzo di fila in altrettante gare iniziali per gli etnei, una sterilità offensiva che sarà fatale. Il Rimini di Helenio Herrera schiera nell’occasione Paolo Sollier con la maglia numero 9 (ma il calciatore piemontese, all’epoca 28enne, è un centrocampista). Sollier è famoso per la sua appartenenza politica esternata sui campi di gioco “salutando” il pubblico con un pugno alzato. Diviene anche scrittore pubblicando il libro “Calci e sputi e colpi di testa” proprio nel 1976, ancora nel pieno della sua carriera. La pubblicazione suscita reazioni non positive fra i colleghi dell’atleta e racconta sotto una luce totalmente inedita la vita del calciatore in Italia.

Al Cibali l’8 febbraio ’81, prima di ritorno, gli adriatici sfiorano il colpaccio passando in vantaggio con Parlanti al 14° di gioco. Dirige Pirandola di Lecce. Il Catania di Mazzetti non ha voglia di perdere punti in casa e già al 52° Mosti ristabilisce la parità. Per lo stopper apuano è una delle migliori stagioni in assoluto dato che con 5 segnature in appena 26 presenze figurerà, lui che di mestiere fa il difensore, come vice-bomber della squadra dietro Barlassina. L’1-1 finale non dice nulla del clima di ostilità che colpisce il portiere riminese Zelico Petrovic, ex di turno, fischiato e ingiuriato senza sosta dagli spalti perché ritenuto reo della retrocessione patita dal sodalizio etneo nel 1977. A fine gara un giornalista televisivo catanese raggiunge l’estremo difensore istriano mentre si trova all’interno del pullman pronto a lasciare Catania per far ritorno in riviera:

“Non mi aspettavo questo clima – sussurra il guardiapali al cronista – qui sono stato benissimo; abbiamo vinto un campionato e poi ci siamo salvati alla grande l’anno dopo in serie B…, questo la gente spero se lo ricordi ancora. Io a Catania ho tanti amici, ci tengo a precisare che forse un mio gesto oggi in campo è stato equivocato: io stavo parlando con Graziano Mazzoni, un mio compagno di squadra, non stavo perdendo tempo o rispondendo al pubblico!”

 

La stagione successiva, domenica 7 febbraio ’82, ultima d’andata, il Catania è vicecapolista solitario della cadetteria e vorrebbe stritolare la compagine romagnola in un sol boccone. Tutto sta funzionando fin troppo bene perchè non accada qualcosa che, parafrasando Nick Hornby, definiremmo “catanesco”: infatti dopo appena 5 minuti di orologio sono gli ospiti a gonfiare la rete con Ciro Bilardi, beffardo attaccante che Massimino in seguito arruolerà nella tragica spedizione della A ’83/84. Fortuna che è l’anno di Angelo Crialesi, schierato quel giorno con la casacca numero 7, autore dell’istantaneo 1-1 al 15°. Il solito Petrovic erige una cancellata imperforabile tra i pali e il segno X fa di nuovo capolino in questa sfida. Tornando a Crialesi, il cannoniere di Roviano forma quell’anno con Cantarutti una coppia-gol divenuta proverbiale nell’intera storia del calcio italiano: 10 a reti a testa nonostante il deludente 9° posto finale della squadra.

Se Catania-Rimini è sfida tra grandi attaccanti, lo è sempre. Anche nella derelitta C/1 di fine anni ’80. Domenica 18 dicembre 1988 arbitra Rocchi di Roma, la giornata è piovigginosa e qualcuno in tribuna stampa lancia una profezia: <<Quando il clima è piovoso, il Catania non vince>>. Al 50° un gol di Nicola D’Ottavio esorcizza le paure, ma il costosissimo cannoniere molisano fatica ad esplodere, perché – si scoprirà poi – ha una fascite plantare che lo fa soffrire terribilmente. L’errore fatale rossazzurro è mettersi dietro a difendere l’esiguo vantaggio. Il Rimini le tenta tutte e alla fine pareggia al 75° con un giovanotto che farà parlare di sé: è Andrea Tentoni, diciannovenne centravanti prodotto del vivaio biancorosso. Tentoni vivrà negli anni ’90 un periodo di eccezionale spolvero in Serie A vestendo la maglia della Cremonese, tanto che arriverà a sfiorare la convocazione in nazionale azzurra, frenato in ciò solo dalla fioritura in quel periodo di fortissimi attaccanti italiani. Tornando a quel Catania-Rimini ’89, a fine gara tanti sorrisi di riscatto nello spogliatoio ospite: fanno festa gli ex Osvaldo Iaconi e Roberto Carannante, il cui divorzio alle falde dell’Etna è stato a dir poco polemico.

Infine, lo 0-0 di sabato 8 aprile 2006, giocato alle 16:00 sotto un sole letteralmente abbacinante. Mancano 7 partite alla fine di un campionato che sta vedendo i rossazzurri tra i protagonisti assoluti in altissima classifica e dunque chiamati a produrre gli ultimi sforzi per la promozione in A. La truppa di Marino, però, sembra incepparsi sul più bello proprio nello stadio amico dove le porte avversarie diventano stregate. Il Rimini di Leo Acori scende in campo con un 4-4-1-1 che prevede Ricchiuti a ridosso di Motta. Massimo Mezzini (Pasquale Marino è squalificato) fa i conti con assenze esiziali: Baiocco è squalificato, Biso infortunato; a centrocampo giocano Lucenti ed Ezio Brevi con Fabio Caserta. Occhi lucidi sugli spalti: lo stadio onora la tragedia del piccolo Tommaso Onofri, un bambino emiliano rapito e poi ucciso. Il Catania gioca col lutto al braccio perché il 2 aprile se n’è andato improvvisamente Vincenzo Del Vecchio, mentre stava disputando un incontro di calcio. Tornando alla gara contro il Rimini, Spinesi, nel primo tempo, realizza un gol parso ai più regolare ma fatto annullare dalla segnalazione del guardalinee Maggiani di La Spezia che non vede un fallo in ostruzione di Manfredini. Nel secondo tempo il Catania scompare e sale in cattedra l’elegantissimo Ricchiuti, traversa di Porchia per gli adriatici e Mezzini (fiutata l’aria) si accontenta del pareggio. Anche perché manca una settimana a Pasqua e la Serie B si prende uno dei pochi turni di pausa.

Catania Rimini formazione
La formazione rossazzurra scesa in campo in Catania-Rimini dell’8 aprile 2006.

 

Catania-Rimini: tutti i precedenti

1976/77: Catania-Rimini 0-0 (Serie B)
1980/81: Catania-Rimini 1-1 (Serie B)
1981/82: Catania-Rimini 1-1 (Serie B)
1988/89: Catania-Rimini 1-1 (Serie C1)
2005/06: Catania-Rimini 0-0 (Serie B)

 

 

 

Cutelliano di "lungo corso" (7 anni), poi universitario a lettere moderne. Ha fatto radio quotidianamente dal 2005 al 2010 e poi a spicchi negli anni seguenti. Film calcistici del cuore: "L'arbitro" (2013) con Stefano Accorsi e "Il presidente del Borgorosso F.C.".