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Le primissime visite calcistiche in terra crotoniate risalgono alla stagione ’45/46 con Virtus Catania e US Catanese che raccolgono due pesanti sconfitte (addirittura 6 i palloni in fondo al sacco dell’undici virtussino).

Non va meglio la stagione successiva al neonato Calcio Club Catania che patisce sempre dalla Milone un 3-0 senza appello il 30 marzo ’47; passivo maturato dopo soli 30′ di gioco (3° Algaria, 23° Carrara, 30° Liva).

Primi gol e primo successo in Calabria per il Catania ’48/49: il 21 novembre 1948, nona giornata, è già tempo di prova del 9 per i ragazzi di mister Jozsef Banás provenienti da un bruttissimo momento. Che almeno per i primi 25 minuti prosegue perché i rossoblù si portano sul 2-0 con Bosio e Rossi. Una tripletta del compianto Armando Perrone (40°, 59°, 81°) ribalta la contesa e innesca la scalata rossazzurra alla vetta.

Trascorrono ben 27 anni e si torna in un “Ezio Scida” infuocato ed ostile: domenica 16 febbraio 1975, terza di ritorno, arbitra Bergamo di Livorno. Catania in vantaggio con Claudio Ciceri al 20°, ma non dura perché dopo 11 giri di lancette del secondo tempo è Baravello a rimettere in parità il match. Che non si smuoverà più inducendo la tifoseria etnea a insolite riflessioni circa il fatto che l’attacco rossazzurro sembra essersi improvvisamente inceppato.

Che l’impianto pitagorico sia tutt’altro che ospitale lo si saggia nella successiva sfida datata 5 febbraio ’78. Il Catania di Matteucci fa il suo dovere e passa al 33° su calcio di rigore assegnato dal signor Mongardi di Ascoli e trasformato da Emilio Frigerio. Incurante del fatto che in Sicilia si celebrino le festività agatine, all’80° il bomber di casa Raffaele chiede a gran voce un calcio di rigore aizzando il pubblico che si riversa sul campo malmenando l’etneo Muraro nel fuggi-fuggi generale. Il pugilato prosegue nei pressi degli spogliatoi dove Giovanni Bertini si distingue nel distribuire sganassoni agli improvvisati aggressori sullo stile di Bud Spencer de “Altrimenti ci arrabbiamo”. Morale della favola: 0-2 a tavolino per il Catania che vola in classifica dopo 21 giornate.

L’epos degli anni ’70 trascolora del tutto quando i due club tornano a sfidarsi a fine anni ’90 ormai in un clima di gemellaggio tra le due tifoserie. Il ko del 19 agosto 1990 contro il Kroton (risolve la contesa Murfone a 21 minuti dalla fine) è pressoché indolore per il Catania di Sormani che inizia comunque malamente il gironcino di Coppa Italia di Serie C ’90/91.

La denominazione “Kroton” avrà vita breve tanto che il 1° febbraio ’98 lo “Scida” ospita il primo Crotone-Catania di C2. I pitagorici, nonostante figurino come matricola, gravitano in zona-promozione mentre i rossazzurri affidati al calabrese Franco Gagliardi languono in classifica. Gli appena 4 punti nelle prime 4 gare del neo-tecnico rendono proibitiva la trasferta. Dirige Soffritti di Ferrara, c’è un’atmosfera beffarda e difatti gli ospiti vanno in vantaggio all’ottavo di gioco con Matteo Rossi. Dopo un lunghissimo inseguimento i rossoblù pareggiano su rigore con Grieco a sette minuti dalla conclusione. Da parte catanese c’è chi fiuta il ribaltone ma al 92° nuovo penalty, stavolta per il Catania. A trasformare è Alessandro Furlanetto, sorta di novello-Adriano Polenta dato che ha il vizietto del gol pur facendo il libero proprio come il difensore marchigiano degli anni ’80.

Il Catania gonfia il petto anche nel match del 14 novembre ’99, decima giornata del campionato di C1 dove i rossazzurri sono ritornati dopo un esilio di 6 anni. Il Crotone di Antonello Cuccureddu viaggia da capolista ma stecca il match perché al 16° di gioco va in scena l’unica rete in rossazzurro di Massimiliano De Silvestro, ex-bomber del Licata di Sonzogni. La segnatura è rocambolesca e regge solo fino al 62° allorquando il taccuino del cronista annota il pareggio di Firmino Elia, un ex-atletista che non poteva non entrare nel tabellino della gara.

Meno di un mese dopo, l’8 dicembre, stavolta la compagine siculo-orientale vìola l’impianto crotonese per l’ottavo di ritorno di Coppa Italia C. Lo 0-1 è griffato Passiatore, ma non basta al Catania sconfitto 1-2 al Cibali due settimane prima.

Anche la Serie B diventa palcoscenico di tenzoni molto sentite dalle due società. Martedì 26 ottobre 2004, gara in notturna, da calendario è il decimo turno della cadetteria. È un infrasettimanale che, storicamente, le squadre soffrono. I book-makers prevedono una messe di pareggi in casi simili. Lo “Scida” si veste da derby: la curva ospite è gremitissima di tifosi catanesi. Maurizio Costantini per quasi un’ora buona di gioco incarta la gara al più illustre collega Gian Piero Gasperini: al 18° Catania sullo 0-1 con un’autorete di Rossi. La difesa etnea però balla a ripetizione fino al pareggio dello sgusciante Guzman (55°). Si torna in Sicilia con un bicchiere mezzo-vuoto e Costantini finisce sul banco degli imputati: verrà sollevato dall’incarico pochi giorni dopo.

Crotone e Catania amici sugli spalti? Forse, perché la “corrida” che va in scena sabato 24 settembre 2005 testimonia ben altro. Uno spiacevole prologo coinvolge alcuni esponenti della stampa catanese al seguito, poi gli anatemi si spostano su Pasquale Marino in virtù di vecchie ruggini. Il vero protagonista della gara è l’arbitro Romeo di Verona che all’epoca, con Nucini di Bergamo e De Marco di Chiavari, forma una sorta di triade malefica ai danni del Catania. Già al 3° di gioco Pantanelli respinge un rigore a Guzman, poi viene annullata una rete a Spinesi per un offside che proprio pare non esserci. Fortuna che Andrea Sottil va in gol di testa al 37°. Nel secondo tempo ecco scatenarsi il direttore di gara: intanto, al 50°, l’ex Jeda pareggia. Dopo 4 minuti doppio giallo e dunque rosso all’etneo Cesar. Al 72° il Catania è momentaneamente in 9 perché Paschetta è a bordo campo gravemente contuso, ne approfitta poco cavallerescamente Nazzareno Tarantino per realizzare il 2-1. Il rettangolo di gioco sembra ormai un ring e l’arbitro sventola cartellini rossi senza ritegno: 78° Mascara sotto la doccia, seguito undici minuti dopo da Zavagno e dal crotonese Rossi. In otto contro dieci Ezio Brevi sfiora il clamoroso 2-2, ma non è destino perché al terzo di recupero nuova espulsione rossazzurra (Paschetta: Catania in 7 uomini, il minimo legale consentito!) e inevitabile 3-1 con Nicola Ferrari.

Infine un tristissimo 1-1 in notturna, sempre in B, disputato martedì 23 settembre 2014. Dopo 4 turni Catania e Crotone stazionano sui bassifondi (e sul campo si vede). I rossazzurri (che però indossano una tenuta integralmente gialla) pervengono al vantaggio con Calaiò al 26°. I pitagorici allenati da Massimo Drago riescono a pareggiare solo al 5° di recupero grazie ad un assurdo tackle sferrato in area di rigore dal giovane etneo Garufi ai danni di Padovan: l’arbitro Pairetto assegna la massima punizione e il rossoblù Camillo Ciano fa secco Ananìa. In sala stampa il trainer siciliano Sannino vorrebbe divorarsi i gomiti, ma fa buon viso a cattivo gioco.

Una curiosità: ben 14 confronti in Calabria e nessuno 0-0.

 

Crotone-Catania: tutti i precedenti

1946/47: Milone Crotone-Catania 3-0 (Serie C Sud)
1948/49: Crotone-Catania 2-3 (Serie C)
1974/75: Crotone-Catania 1-1 (Serie C)
1977/78: Crotone-Catania 0-2 a tavolino (Serie C)
1990/91: Kroton-Catania 1-0 (Coppa Italia Serie C)
1997/98: Crotone-Catania 1-2 (Serie C2)
1998/99: Crotone-Catania 1-0 (Coppa Italia Serie C)
1999/00: Crotone-Catania 1-1 (Serie C1)
1999/00: Crotone-Catania 0-1 (Coppa Italia Serie C)
2004/05: Crotone-Catania 1-1 (Serie B)
2005/06: Crotone-Catania 3-1 (Serie B)
2014/15: Crotone-Catania 1-1 (Serie B)

Altre sfide di squadre catanesi
1945/46: Milone Crotone-Virtus Catania 6-0 (Serie C Centro-Sud)
1945/46: Milone Crotone-Catanese 2-0 (Serie C Centro-Sud)

In copertina: l’ingresso in campo delle formazioni nel match del 2014/15 (foto CalcioCatania.com).

 

 

 

Cutelliano di "lungo corso" (7 anni), poi universitario a lettere moderne. Ha fatto radio quotidianamente dal 2005 al 2010 e poi a spicchi negli anni seguenti. Film calcistici del cuore: "L'arbitro" (2013) con Stefano Accorsi e "Il presidente del Borgorosso F.C.".