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Benevento e Catania hanno in comune molto più di quanto sia lecito pensare. Entrambe sono state fondate per la prima volta nel 1929, a poche settimane di distanza l’una dall’altra. Entrambe, nei primi decenni di storia calcistica, hanno avuto allenatori magiari in panchina.

Soltanto il 19 dicembre 1948 si disputa il primo confronto assoluto tra i due club, si gioca al “Meomartini”, prima struttura di calcio realizzata in città (campo noto anche col primigenio nome di “stadio Santa Maria degli Angeli”): 0-0 in una nebbiosa domenica invernale che da calendario è la 13ª d’andata di Serie C. Etnei e sanniti lottano per conquistare la serie cadetta, il pari ad occhiali fa molto gioco alle ambizioni dei rossazzurri ed è dunque assai prezioso per il cammino che culminerà con una promozione giunta a tavolino poco prima di ferragosto del 1949.

Un lungo salto temporale ci porta a metà anni ’70, sempre in Serie C. Nel torneo ’74/75 la compagine campana figura come ambiziosa matricola che insegue ancora la prima promozione in cadetteria, motivo per cui la seconda storica visita al “Meomartini” il 18 maggio ’75 non è una passeggiata: arbitra Milan di Treviso e dopo 8 minuti il Benevento passa in vantaggio con l’unico calciatore pronosticabile, il “bomber” Pippetto Fichera, etneo d.o.c. dal cuore tutt’altro che tenero. Fortuna che al 47° Ciceri ristabilisce la parità per l’1-1 finale che fa da preludio ad un’altra promozione in B del Catania.

Seguono a stretto giro di posta altri tre confronti in terra sannita dato che il Catania ha la felice idea di piantare le tende in Terza Serie: lo 0-0 datato 28 maggio ’78 è sportivamente drammatico. La gara si disputa sul neutro di Castellammare di Stabia a 3 giornate dalla conclusione. Niente calcoli: i rossazzurri devono vincere per rimanere davanti alla Nocerina nella corsa alla B. Arbitra Paparesta di Bari e la cosa sembra alquanto inopportuna ai numerosi tifosi siciliani presenti date le antiche ruggini coi “galletti”. Il fischietto pugliese accorda un calcio di rigore ai giallorossi di casa ma Gigi Muraro ipnotizza Perego ed evita la sconfitta. Lo 0-0 però costa carissimo perchè la Nocerina riaggancia in vetta il Catania e lo supererà poi nel famoso spareggio di Catanzaro.

Pochi mesi dopo (siamo già nel corso della C1 ’78/79) una zampata di Emilio Frigerio al 75° il 10 dicembre ’78 dà corpo al primo successo esterno stagionale e al primo brindisi in casa sannita.

Non è una stagione risolutiva come quella che segue nella quale il Benevento gioca le gare interne nel nuovo stadio “Santa Colomba”. Il 17 febbraio 1980, 20ª di campionato, i rossazzurri passano in vantaggio con Piga al 25° ma non riescono a mantenere lo striminzito vantaggio. Al 17° della ripresa pari giallorosso con Landini. Catania in perfetta media inglese e promosso da primo classificato a fine campionato.

Solo al sesto tentativo le “Streghe” riescono a cogliere una vittoria di prestigio sul blasonato club isolano. Accade durante il gironcino estivo di coppa Italia maggiore ’84/85 a cui il club campano partecipa pur militando in C1 (si era classificato 6° l’anno precedente acquisendo così il diritto ad un posto nella prima coppa nazionale). Un’estate italiana, quella del 1984, dominata dal tormentone musicale “Fotoromanza” di Gianna Nannini e dal grottesco scherzo ordito da alcuni studenti livornesi che gettano in un canale delle riproduzioni scultoree di Amedeo Modigliani. La vicenda, all’apparenza una burla e niente più, in breve tempo diventa un caso internazionale di insospettabile gravità. Quel mercoledì 29 agosto ’84 il Catania si reca in terra sannita coi due brasiliani titolari ma con tante riserve. Morale: una marcatura del beneventano Laurenti al 29° costa la sconfitta (la terza di fila in altrettante partite) e la solita umiliazione nel girone.

Ci si riscatta solo dodici anni dopo, in C2, allorquando le due squadre si ritrovano dopo un decennio di retrocessioni, fallimenti, radiazioni e disavventure di tutti i tipi su entrambe le sponde. Il 5 maggio 1996 sono trascorsi due mesi dalla tragica scomparsa di Angelo Massimino, il campionato volge al termine con un Catania arrancante ma che coglie in casa giallorossa un’inatteso successo per 0-1 firmato da Pasquale Marino al 28°. Incredibilmente la speranza per cogliere il 5° posto utile ai play off promozione si rinfocola grazie a quel successo esterno. Tutto purtroppo poi in fumo a Cava de’ Tirreni contro l’Albanova.

Un nuovo pari ad occhiali alla penultima di campionato l’11 maggio ’97 certifica la solidissima posizione play off dei due sodalizi: vicecapolista la compagine sannita, quarta quella etnea.

L’annata successiva sembra quella del riscatto beneventano e difatti il 26 ottobre ’97, 8° turno di C2, un secco 2-0 (14° Guida, 53° D’Ermilio) oblitera il completo naufragio rossazzurro targato Gianni Mei. La sconfitta è ulteriormente amplificata da un rigore fallito dall’etneo Luca Lugnan, fumantino attaccante da poco sbarcato a Catania. In molti si chiedono perchè l’allenatore abbia fatto calciare proprio all’ultimo arrivato il penalty.

L’attaccante nativo di Udine si rifà subito l’anno dopo nel big-match di domenica 27 settembre ’98 al “Santa Colomba”: 0-1 con la marcatura del friulano al 92°. In estasi i tifosi rossazzurri, il coro “Ufo-Lugnan, Ufo-Lugnan” rimbomba sugli spalti increduli. Sarà una stagione da ricordare per entrambi i club: Catania primo e Benevento che sfata finalmente la maledizione play off vincendoli contro il Messina.

Tornate a braccetto in C1, le due squadre si riaffrontano altre tre volte. Lo 0-0 di domenica 23 gennaio 2000 (terza di ritorno) è utile alla banda Simonelli per dar corpo ad una buona serie utile.

Una cospicua narrazione a parte meriterebbe Benevento-Catania 2-3 del 14 aprile 2001. Questo è senz’altro il precedente più famoso in assoluto. Si gioca in un sabato pre-pasquale, il centro-sud Italia è avvolto da un’inattesa ondata di gelo con nevicate sin nelle zone costiere. Non fa eccezione il Sannio e dunque il “Santa Colomba” è una filiale delle isole Svalbard. Luciano Gaucci ha diramato un ordine preciso nel pre-gara: “Non voglio più figuracce in trasferta”. Ne nasce una battaglia campale: due volte in vantaggio i rossazzurri (14° Cordone, 30° Ambrosi) e altrettante volte raggiunti dai coriacei giallorossi (25° Caruso, 41° Bonfiglio su rigore). Ad un certo punto ecco calare dal cielo una nevicata che rende le cose sempre più complicate per Vincenzo Guerini che a 5 minuti dalla fine avvicenda Ambrosi con Criniti. È la mossa vincente perchè a ridosso del 90° Rizzoli di Bologna accorda un rigore agli ospiti. Totò Criniti “strega” Sassanelli e porta sul 2-3 la sua squadra. Una vittoria epica, sancita dalle parole iniziali del servizio televisivo di Francesco Bianco: “Kiev? No, Benevento…”.

Brutta prestazione l’annata successiva, il giorno della Befana 2002, stavolta sono i beneventani a vincere a ridosso del 90° su rigore (trasforma Manni).

Ci si rincontra a distanza di ben 14 anni nell’ambito della stagione 2015/16 con una nuova denominazione di categoria: la terza serie è ora nominata semplicemente Lega Pro. Stadio “Ciro Vigorito” domenica 17 aprile ’16, per la prima volta le “Streghe” lottano sul serio per salire in serie B grazie ai servigi in panchina di Gaetano Auteri, il Catania di Checco Moriero resiste 81 minuti e poi soccombe col minimo scarto trafitto da una rete di Campagnacci.

 

Benevento-Catania: tutti i precedenti

1948/49: Benevento-Catania 0-0 (Serie C)
1974/75: Benevento-Catania 1-1 (Serie C)
1977/78: Benevento-Catania 0-0 (Serie C)
1978/79: Benevento-Catania 0-1 (Serie C1)
1979/80: Benevento-Catania 1-1 (Serie C1)
1984/85: Benevento-Catania 1-0 (Coppa Italia)
1995/96: Benevento-Catania 0-1 (Serie C2)
1996/97: Sporting Benevento-Catania 0-0 (Serie C2)
1997/98: Benevento-Catania 2-0 (Serie C/2)
1998/99: Benevento-Catania 0-1 (Serie C/2)
1999/00: Benevento-Catania 0-0 (Serie C/1)
2000/01: Benevento-Catania 2-3 (Serie C/1)
2001/02: Benevento-Catania 1-0 (Serie C/1)
2015/16: Benevento-Catania 1-0 (Lega Pro)

In copertina: una foto di Benevento-Catania del 28 maggio 1978 (Telefoto-LS).

 

 

Cutelliano di "lungo corso" (7 anni), poi universitario a lettere moderne. Ha fatto radio quotidianamente dal 2005 al 2010 e poi a spicchi negli anni seguenti. Film calcistici del cuore: "L'arbitro" (2013) con Stefano Accorsi e "Il presidente del Borgorosso F.C.".