Al momento stai visualizzando Gaetano Fichera, il catanese che inventò il Cagliari Calcio

È la prima raggiante Catania quella del giovanissimo Gaetano Fichera nato ai piedi dell’Etna nel 1880, mentre la città scopre la modernità della rivoluzione industriale e di un progresso frutto del compromesso politico tra nobili illuminati come Sangiuliano e uomini del popolo come De Felice.

La famiglia Fichera è in prima linea in questo processo di miglioramento civico: il padre Filadelfo, insigne pioniere dell’ingegneria sanitaria urbana in Italia, è autore del risanamento dei quartieri colpiti dal colera del 1866, del nuovo Giardino Bellini e del cimitero monumentale di Zia Lisa.

All’approssimarsi del nuovo secolo, Gaetano lascia la città assieme al fratello per frequentare l’università La Sapienza a Roma, lui in medicina, Francesco in ingegneria. In quel periodo impegna gran parte del tempo libero dagli studi al calcio appena scoperto, di cui diventa grande appassionato frequentando il campo “Due Pini” ai Parioli, dove giocano i giallorossi del FC Roman, e la piazza d’armi sul lungotevere del quartiere Prati dove giocano i biancocelesti della Lazio.

Notizie frammentarie lo vogliono come giocatore in partite non ufficiali con una delle due squadre, ma vanno ulteriormente approfondite. Dopo la specializzazione in patologia chirurgica resta nella capitale, il fratello invece rientra a Catania dove diventa un autentico luminare dell’architettura urbanistica del suo tempo, realizzando opere come il Palazzo di Giustizia di piazza Giovanni Verga, il Palazzo delle Poste di via Etnea e gli istituti superiori “De Felice” ed “Archimede”.

Nel 1914, ormai docente, Gaetano Fichera si trova a Cagliari per dirigere l’Istituto di Patologia chirurgica dell’Università, ma appena dopo un anno, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, viene chiamato al fronte come ufficiale Medico. Tornato nel capoluogo sardo nel 1919, si avvicina di nuovo al calcio, con l’impegno di riuscire a migliorare l’attività cittadina a suo avviso penalizzata dalla frammentazione in varie squadre polisportive, non capacitandosi del fatto che non esista una società esclusivamente calcistica che si chiami Cagliari. Un problema come sappiamo simile a quello della città natale, risolto solo nel 1929 al momento della nascita ex novo dei rossazzurri del Catania dopo anni di anonimato.

La sua opera si compie in una tarda primavera del 1920, quando in una riunione tenuta al cinema Eden presenti alcuni notabili della città, fra cui l’industriale vinicolo Antonino Zedda, viene fondato il Cagliari Calcio, e Gaetano Fichera nominato primo presidente ed allenatore.

In squadra si avvale di molti suoi alunni della Facoltà di Medicina dove insegna, la prima casacca del Cagliari è bianca, fatta con i camici riadattati e ottenuti grazie alla sua attività ospedaliera e la prima gara vittoriosa è disputata in settembre contro la Torres.

All’inizio del 1921 Gaetano Fichera torna in Sicilia, trasferito a Messina; negli anni successivi è a Pavia, presso la cattedra di Patologia chirurgica più famosa d’Italia. Nel 1928 fonda a Milano il prestigioso Istituto “Vittorio Emanuele III” per lo studio e la cura dei tumori, struttura all’avanguardia in Europa che rende internazionale la sua fama.

Nel 1934 durante il suo ultimo ritorno a Catania, soggiorna nella villa del fratello in via Androne, ed ha il piacere di recarsi allo stadio di piazza Verga per una partita dei rossazzurri, compiacendosi del fatto che la sua città sia finalmente rappresentata calcisticamente come merita e congratulandosi con l’allora presidente, il Duca Trigona di Misterbianco, vecchio amico di famiglia.

Muore prematuramente il 21 maggio 1935 proprio nell’anno in cui i sardi e la squadra della sua città natale si incontrano per la prima volta nel campionato di Serie B. Trentacinque anni dopo il Cagliari di Gigi Riva, indossando per l’intera stagione la maglia bianca, vincerà lo scudetto.

Per la sua attività meritoria nel campo della medicina gli è dedicata una via nel centro di Milano. “Tutto il Catania minuto per minuto” auspica che lo stesso sia fatto nella nostra città.

Ai fini della stesura dell’articolo, si ringrazia Corrado Delunas, storico del Cagliari Calcio.

 

 

Pubblicità e comunicazione costituiscono il suo lavoro. Tenace appassionato di storia e di pallone rossazzurro. Attento e scrupoloso studioso delle fonti, trasferisce su carta una quantità sterminata di aneddoti dimenticati. È uno degli autori del libro "Tutto il Catania minuto per minuto".